01/06/2025
C'è chi si alza all'alba per correre, chi per andare in ufficio. E poi c'e chi si sveglia quando gli altri dormono per impastare di notte, al caldo del forno. Paolo e Federico sono così: due uomini che hanno cambiato la loro vita e trovato, tra sacchi di farina e pagnotte fumanti, una seconda possibilità. Non perché fosse più semplice, anzi, ma perché era più vera, più vissuta.
Paolo ha lasciato la fabbrica più di vent'anni fa. Un lavoro sicuro, si, ma voleva cambiare vita. Lasciarsi alle spalle una routine che non gli somigliava più. Così ha accettato una sfida vera: diventare fornaio.
《Ho iniziato iscrivendomi ad un corso di panificazione di quattro mesi, deciso a imparare le basi con metodo e disciplina. Poi ho continuato da solo, rilevando la forneria di Pregno, avviata da tempo, mettendo le mani in pasta ogni giorno, sbagliando, correggendo, migliorando.》
Rilevare il forno significa anche assumersi impegni importanti, non solo pratici ma anche economici: investimenti, responsabilità, rischi. Ma non si è tirato indietro. Ha tenuto duro, ha affrontato forni ostinati e impasti capricciosi, e, passo dopo passo, ha costruito qualcosa che parla di lui, qualcosa che oggi ha il profumo del pane appena sfornato.e il sapore delle scelte coraggiose.
Federico è arrivato dieci anni dopo. Era un ingegnere ambientale, con futuro già scritto: progettare opere per la protezione idraulica del territorio, contribuire a modellare paesaggi con competenza e precisione. Ma un giorno ha conosciuto Paolo e la sua forneria. Lo ha colpito subito la passione con cui parlava del pane, del lavoro notturno, della fatica trasformata in fragranza. C'era qualcosa di autentico, di vero, che lo ha smosso dentro.
《 Mi è sembrato più reale, più umano di qualsiasi progetto su cui stessi lavorando. Così gli ho chiesto di poterlo affiancare, diventando suo socio. Ho frequentato il corso di panificazione di 4 mesi per imparare, per capire, per mettermi in gioco sul serio》
Da quel giorno non è più tornato indietro ed ogni giorno tra farine, impasti e lieviti, costruisce qualcosa che ha il sapore delle cose scelte.
Il loro forno "LA BUTIGA DEL PA' ", è diventato un punto di riferimento nel piccolo borgo di Pregno. Il profumo di pane appena sfornato anticipa l'alba.
《 Fare il pane è un mestiere fisico e mentale, non è solo una questione di farina e lievito》sostiene Paolo.
《 richiede pazienza, ti insegna che non tutto si può forzare, se l'impasto ha bisogno di tempo glielo devi dare. Ogni pane è diverso dall'altro anche se usi la stessa ricetta. È come la vita, devi saperla leggere, interpretare e a volte improvvisare》.
Federico aggiunge: 《Ingegnere o fornaio alla fine vuoi costruire qualcosa che duri, il pane si mangia, sparisce, ma la fiducia di chi torna ogni mattina, quella resta》.
Quando si chiede loro se rifarebbero la stessa scelta, la risposta arriva prima ancora delle parole; è un sorriso pieno, consapevole, quasi stanco ma mai pentito.
《Ogni giorno è una sfida perché oltre alla fatica del lavoro c'è quella, meno visibile ma altrettanto dura di resistere alla concorrenza dei grandi centri commerciali; luoghi che offrono pane a basso costo, spacciato per "fresco" ma che in realtà arriva da semilavorati parzialmente cotti e surgelati, prodotti spesso con farine di scarsa qualità e provenienza incerta. Quel tipo di pane può riempire lo stomaco, ma non racconta niente, non ha una storia, non ha cura, non ha verità 》.
E invece loro ogni notte ricominciano da capo perché credono ancora che un pane fatto bene con pazienza , con farine pulite e mani vere possa fare la differenza. E questo anche contro i "giganti".
Sono sorretti anche da un'altra idea, che è quella di mantenere il valore del negozio di "vicinato ", che è quel luogo dove il pane non è solo prodotto ma rappresenta anche un'occasione d'incontro dove si scambiano due parole, si costruisce una relazione con gli abitanti del quartiere e con le loro storie.
Sperano che il loro pane ogni giorno rappresenti anche un invito a rallentare, a riscoprire i legami con ciò che ci circonda, un piccolo atto di resistenza contro l'anonimato della grande distribuzione.