Bed And Breakfast Venice

Bed And Breakfast Venice Bed and breakfast venice.it is a typical Venetian house built in the mid 1800’s. Newly remodeled, Le tasse di soggiorno non sono incluse.

Facile da raggiungerci, siamo a San Stae nelle immediate vicinanze dalla omonimia fermata da dove arrivano e partono i mezzi pubblici, "Vaporetti", per la Stazione Ferroviaria di Santa Lucia (8 minuti), per i terminali automobilistico di Piazzale Roma e Tronchetto (10 minuti) e siamo strategicamente posizionati per accedere facilmente alle attrazioni turistiche più rilevanti come: Rialto ed il suo

Metcato (08 minuti a piedi), Piazza San Marco (15 minuti a piedi), l’Accademia ( 20 Minuti in battello) e per iniziare inediti percorsi a piedi tra i tanti locali che si caratterizzano per gusti e sapori della tradizione veneziana. Completamente rinnovate di recente, sono tutte stanze indipendenti con letto matrimoniale, servizi privati con doccia in camera, riscaldamento indipendente, aria condizionata, WIFI nelle aree comuni incluso nel prezzo. Se si desidera avere Letti Separati anziché matrimoniale, possiamo aggiungere un letto extra. Tutte le camere hanno in dotazione le lenzuola ed i teli per la doccia, asciugacapelli, piccolo frigorifero, microonde e tutto il necessario per farsi una tazza di Té e caffè solubile che siamo lieti di offrirvi come pure dei succhi di frutta e biscotti come "Benvenuto" oltre alla Mappa di Venezia con itinerari Personalizzati. A seconda della stagione i prezzi variano da un minimo di € 35,00 ad un massimo di € 170,00 per notte per camera doppia ( I prezzi si intendono per camera non per persona). Check out: ore 11:30 con possibilità di lasciare i bagagli in loco fino alla vostra partenza. Come Raggiungerci:

Dall'Aeroporto MARCO POLO di Venezia (durata tragitto circa 40 min). Direzioni dall'Aereoporto Marco Polo di Venezia via Alilaguna . Dall'Aeroporto MARCO POLO di Treviso " SAN GIUSEPPE" (durata tragitto 1h e15 min). Prendere navetta ATVO fino a Piazzale Roma. Tragitto da Piazzale Roma
Prendere il battello pubblico linea 1 e scendere a San Stae (04 fermate). Tragitto dalla Stazione Ferroviaria Santa Lucia
Prendere il battello pubblico linea 1 e scendere a San Stae (03 fermate). Dalla fermata di San Stae
proseguire dritto lungo la via di fronte la fermata e alla prima via a destra calle Tron al civico n°1964 (seconda porta a destra).

Con Il viaggio di scoperta – Mi è appena stato conferito un riconoscimento in quanto uno dei suoi fan più attivi! 🎉
25/06/2024

Con Il viaggio di scoperta – Mi è appena stato conferito un riconoscimento in quanto uno dei suoi fan più attivi! 🎉

23/05/2020

GET A TASTE OF VENICE: THIS WEEK RECIPE
BACALÀ MANTECATO

Known worldwide, baccalà mantecato is the most-iconic food of Venice. Its main ingredient comes from Norway’s Lofoten Islands, air-dried codfish, which in Venice and the Veneto region is known as bacalà or baccalà, while everywhere else in Italy it is called stoccafisso. In fact, baccalà, outside the Veneto, usually signifies the salted cod. Dried cod or salted cod, what is the difference? The basic difference between stoccafisso and baccalà is that the former, stockfish, is dried on vast open-air timber racks, while the latter is codfish cured by dry-salting it. To make the recipe of Venetian style creamed cod, you should therefore use the dried cod, which requires three-day of soaking in water before cooking. It is served as an appetizer with polenta or on slices of crusty bread, or else as a main course. Baccalà alla vicentina (Vicenza-style dried cod) is another Veneto's popular cod-based recipe. The original flavour of these ancient fish dishes, Vicenza-style and Venice-style dried cod, has been rediscovered by the Baccalà alla Vicentina Brotherhood and the Baccalà mantecato Brotherhood. During the past ten years, the Festival del Baccalà (Codfish Festival) has been celebrating cod recipes. The original recipe of the Venetian dish was identified by the Baccalà mantecato Brotherhood.

INGREDIENTS

Serves 4:



About 300 gr dried cod - soaked for 72hrs. - skinned and b***d

0,3 L extra virgin olive oil (with a more neutral flavour)

1 clove of garlic

bay leaves

lemon juice

salt and pepper

PROCEDURE

Put the fish into a large saucepan. Add water to cover, season with salt and bring to a boil. Reduce heat, add garlic, lemon juice and bay leaves; simmer for 20 minutes.

Transfer cod to a bowl, start working it with a wooden spoon (or, you can use a food processor with the plastic blade on). Beat well, adding the oil in a gentle stream, as you do so, just as you would in making mayonnaise, until it will become a whipped and consistent texture.

If it is too glossy, add a ladle of the cooking water. There should be still some pieces of cod. The quantity of oil used depends on the quality of the cod. Season with salt and pepper. Garnish with a handful of finely chopped flat-leaf parsley. Serve with polenta on the side, preferably made from white cornmeal such as Marano or Biancoperla (white pearl).

BACALÀ MANTECATOConosciuto in tutto il mondo, il bacalà mantecato è il piatto tipico di Venezia per eccellenza. Ha come ...
23/05/2020

BACALÀ MANTECATO

Conosciuto in tutto il mondo, il bacalà mantecato è il piatto tipico di Venezia per eccellenza. Ha come protagonista assoluto un ingrediente che arriva dalle isole Lofoten in Norvegia, il merluzzo essiccato, che a Venezia e nel Veneto prende il nome di bacalà o baccalà, mentre altrove si chiama stoccafisso. Il baccalà, fuori dal Veneto, è invece il merluzzo sotto sale. Baccalà o stoccafisso, qual è la differenza? La materia prima è la stessa, sempre il merluzzo, quello che cambia è la tecnica di conservazione del pesce. L’essiccazione del merluzzo dà origine allo stoccafisso, mentre la conservazione sotto sale è la tecnica alla base della produzione del baccalà. Per realizzare la ricetta del baccalà mantecato alla veneziana si usa dunque lo stoccafisso, che deve prima essere reidratato tre giorni in acqua fredda per poi essere cotto secondo ricetta. Si serve come antipasto su crostini di polenta o pane, oppure come secondo. Anche la ricetta del baccalà alla vicentina, un altro popolare piatto veneto, si realizza con lo stoccafisso. Per riscoprire e tutelare il vero sapore del merluzzo essiccato, nella versione alla vicentina e alla veneziana, sono sorte la Confraternita del Bacalà alla vicentina e la Confraternita del Bacalà mantecato. Da una decina di anni esiste anche il Festival del Baccalà. La ricetta originale del piatto veneziano, qui proposta, è stata codificata dalla Confraternita del Baccalà mantecato.

INGREDIENTI

Per 4 persone:



300 g di bacalà (stoccafisso) già bagnato e deliscato (polpa e pelle)

0,3 L di olio extra vergine di oliva poco profumato

1 spicchio d’aglio

alloro

limone

sale e pepe

PREPARAZIONE

Mettete il baccalà in una pentola, copritelo con acqua fredda leggermente salata e portate a ebollizione. Cuocete il baccalà per circa 20 minuti con l’aglio, il limone e l’alloro. “Mantecate” la polpa del pesce a mano con un cucchiaio di legno o con una planetaria (evitate se possibile il frullatore, o al limite usate la lama di plastica!), versando a filo l’olio e lasciando mo***re come se fosse una maionese, fino a ottenere una crema compatta e omogenea.

Se il composto è troppo lucido aggiungete un po' di acqua di cottura e portatelo a fine mantecatura con ancora qualche pezzo intero. La misura dell’olio dipende dalla qualità del pesce che state lavorando. Aggiustate di sale e di pepe. Il piatto si guarnisce tradizionalmente con prezzemolo tritato e si accompagna a polenta fresca, oppure grigliata, preferibilmente di mais Marano o del veneziano clone “bianco perla”.

23/05/2020

FINDING YOUR WAY IN VENICE

Venice street signs are unique. Unlike in any other city, the names of the streets, alleys, and squares in Venice are written directly on the walls of buildings. By looking around a square, for example, you could see a number of signs stenciled onto whitewashed rectangles, called nizioleti, which in Venetian dialect literally means "little sheets". Besides the names of streets, bridges, squares and canals, the nizioleti also tell you the six districts in which Venice is split: Castello, Cannaregio, San Marco, Dorsoduro, San Polo and Santa Croce.

Until the end of the eighteenth century, Venice street names were not fixed by the Venetian Republic: they owed their origin to oral tradition. Only during the nineteenth century, house numbers and place names were clearly written on the walls of the city. Many of the streets were named after saints (Campo San Polo, Campo Santi Giovanni e Paolo, Campo Santa Margherita); crafts (Calle dei Fabri, Ruga dei Spezieri, Calle dei Saoneri); merchants or goods (Calle del Forno, Calle del Frutariol, Riva del Vin). Besides, you can also see how the nizioleti record the names of the noble families who ruled Venice (Contarini, Mocenigo, Zane, Albrizzi, etc.), or the presence of communities of foreigners in the lagoon. Good examples include Calle dei Albanesi, dei Greci, dei Tedeschi and dei Turchi. Also, many places in Venice took their names from historical facts or even from legendary events.

Find out more about some of the most curious Venetian nizioleti and their history. You can find some helpful street terminology in this small glossary of Venetian most used terms.

COME ORIENTARSI A VENEZIA?A Venezia le indicazioni stradali sono diverse da quelle di tutte le altre città italiane. I n...
23/05/2020

COME ORIENTARSI A VENEZIA?

A Venezia le indicazioni stradali sono diverse da quelle di tutte le altre città italiane. I nomi di calli, ponti, rii e campi si trovano direttamente sui muri delle case e degli altri edifici, impressi con uno stencil su rettangoli di intonaco sbiancato e bordato di nero. I veneziani chiamano queste insegne nizioleti, che in dialetto significa letteralmente “lenzuolini”. Sono utili per capire dove ci si trova perché indicano anche i sestieri, i sei quartieri della città: Castello, Cannaregio, San Marco, Dorsoduro, San Polo e Santa Croce.

Fino a tutto il Settecento, calli corti e campielli di Venezia non avevano un nome stabilito ufficialmente dalla Serenissima: gli appellativi dei diversi luoghi della città derivavano dalla consuetudine e dalla tradizione orale. Solo nel corso dell’Ottocento, sui muri della città sono stati riportati i numeri civici e i nomi dei singoli luoghi. Sui nizioleti si leggono nomi di santi (come Campo San Polo, Campo Santi Giovanni e Paolo, Campo Santa Margherita), mestieri artigiani (Calle dei Fabri, Ruga dei Spezieri, Calle dei Saoneri), botteghe e merci (Calle del Forno, Calle del Frutariol, Riva del Vin), oppure i nomi delle famiglie nobili che hanno governato Venezia (Contarini, Mocenigo, Zane, Albrizzi, ecc.). Alcuni nizioleti raccontano anche della presenza delle comunità straniere in laguna. Esempi ne sono Calle dei Albanesi, dei Greci, dei Tedeschi e dei Turchi. Scopri alcuni dei più curiosi nizioleti veneziani e la loro storia. Una lettura consigliata è Curiosità veneziane, ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia di Giuseppe Tassini. Per orientarti a Venezia, ecco invece un piccolo glossario della toponomastica veneziana e altri termini più utilizzati del dialetto veneziano.

21/04/2020

RISI E BISI

Risi e bisi is a very classic Venetian recipe, made with fresh spring peas and rice, a cross between a thick soup and a liquid risotto, traditionally served to the Doge on April 25, the Feast of St. Mark's, patron saint of Venice.

To make an authentic risi e bisi (the original recipe was registered at the Venice Chamber of Commerce in 2013) you need to use Vialone Nano rice, an ancient variety of rice grown in Italy that will yield a creamier result for its higher starch content. If made properly, risi e bisi should have a loose, somewhat soupy consistency, referred to as all’onda (rippling).

The rice most appreciated by the Doges was the rice of Grumolo delle Abbadesse or that of the Verona area, while the best peas for the dish were the peas from Lumignano, in the Vicenza area, an extremely delicate and tasty local variety of peas, the earliest to mature thanks to the mild climate.

INGREDIENTS

Serves 4



300g vialone nano rice

500g fresh young peas, shelled

2 white onions, finely chopped

1 clove of garlic

5 tbsp olive oil

1 tbsp fresh parsley, finely chopped

50g butter

5 tbsp parmesan, finely grated

stock

salt and black pepper

PROCEDURE

First, prepare a chicken stock, preferably the day before, with celery, carrot, onion, a clove of garlic, a sprinkle of salt. In a heavy-based saucepan, place the oil, the shelled peas, the onions cut into thin pieces, the chopped parsley, half a glass of water. Cook the peas for ten or fifteen minutes until water is absorbed. Season with salt. Add the rice and cook, adding stock (previously filtered), a ladle at a time, as needed.

Cook until the rice is al dente, take off the heat. Stir in the butter and the parmesan, season with pepper and add broth as needed. When ready, make sure the mixture is runny, like a thick soup.
(Recipe published on the website of the Italian Academy of Cuisine).

buon appetito: RISI E BISIRisi e bisi è una ricetta tradizionale della cucina veneziana, in cui i primi piselli della st...
21/04/2020

buon appetito: RISI E BISI

Risi e bisi è una ricetta tradizionale della cucina veneziana, in cui i primi piselli della stagione, i bisi, sono l'ingrediente principale. A metà tra un risotto e una zuppa densa, questo piatto non poteva mancare sulla tavola del Doge ogni 25 aprile per la festa di San Marco, patrono di Venezia.

La ricetta originale dei risi e bisi, depositata alla Camera di Commercio di Venezia nel 2013, prevede l’utilizzo del Vialone Nano, una storica varietà italiana di riso che contribuisce a conferire al piatto la speciale consistenza “all’onda”, morbida e cremosa, perché rilascia più amido in cottura. Se il riso più apprezzato dai Dogi era quello di Grumolo delle Abbadesse o della zona di Verona, i piselli erano in genere quelli raccolti a Lumignano, nel Vicentino, dal gusto particolarmente dolce e delicato, i primi a maturare grazie al tiepido clima collinare.

INGREDIENTI

Per 4 persone
300 g di riso vialone nano
500 g di piselli sgranati
2 cipolle bianche fresche
1 spicchio d’aglio
5 cucchiai di olio di oliva
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
50 g di b***o
5 cucchiai di parmigiano grattugiato brodo
sale e pepe

PREPARAZIONE

Preparare, preferibilmente il giorno prima, un brodo di pollo con sedano, carota, cipolla, uno spicchio d’aglio, poco sale.

In una casseruola mettere l’olio d’oliva, i piselli sgranati, le cipolle bianche fresche, tagliate a pezzetti sottili, il prezzemolo tritato, mezzo bicchiere d’acqua.

Cucinare i piselli per dieci o quindici minuti finché l’acqua sarà assorbita. Aggiustare di sale.

Aggiungere il riso e continuare la cottura versando un po’ alla volta il brodo che serve, precedentemente filtrato.

A fine cottura, con il riso un po’ al dente, spegnere il fuoco e mantecare con il b***o, il parmigiano grattugiato, un po’ di pepe appena macinato e brodo quanto ne serve perché risulti morbido quando si sposta il piatto.

(Ricetta pubblicata sul sito dell'Accademia Italiana della Cucina).

21/04/2020

VENETIAN LAZARETS

Towards the end of the 14th century, Venice instituted for the first time official public health measures such as quarantine and lazarets. To prevent the spread of infectious diseases, the Serenissima government forced all ships and their crews to stop for 40 days off the lagoon (hence the term "quarantine", from the Italian “quaranta,” meaning 40).

The Lazzaretto Vecchio island is the world's first lazaret. In 1423, the island was chosen by the Doge Francesco Foscari to establish a hospital for the treatment of plague-infected people. From the name of the island, dedicated to St. Mary of Nazareth, came the term Nazaretum and then Lazzaretto, which eventually gave rise to the modern word "lazaret." Today the complex of the Lazzaretto Vecchio is one of the MIBACT -- run state museums. It will host the National Archaeological Museum of the Venice Lagoon, which will educate visitors about the lives of the Lagoon’s former inhabitants through antiquities and multimedia devices.
The island of Lazzaretto Nuovo was used since 1468 as a place where ships, crew members and cargoes suspected of being infected with the plague, were detained before entering the city. The goods, housed in large sheds, were subjected to disinfection procedures: they used to fumigate aromatic herbs such as juniper and rosemary. In the last decades the Lazzaretto Nuovo has been restored after years of abandonment, and transformed into an eco-museum, with the aim to promote public access to its cultural heritage.

Visiting the island allows you to discover an exceptional historical heritage and immerse yourself in one of the best preserved natural environments of the Venice Lagoon. The Trail of the saltmarshes is a nature walk, set up in collaboration with the Natural History Museum of Venice, which explores the salt marshes, vegetated mud flats, rich in varieties of plants and aquatic birds, that are periodically submerged by high tides.

I LAZZARETTI VENEZIANIGià verso la fine del Trecento, Venezia aveva intuito come proteggersi dalle epidemie, istituendo ...
21/04/2020

I LAZZARETTI VENEZIANI

Già verso la fine del Trecento, Venezia aveva intuito come proteggersi dalle epidemie, istituendo per la prima volta al mondo la quarantena e i lazzaretti.

Per contenere il contagio, il Governo della Serenissima obbligò tutte le navi con i loro equipaggi ad una sosta di 40 giorni al largo della Laguna (da qui il termine “quarantena”). L’isola del Lazzaretto Vecchio é il primo lazzaretto della storia. Fu il doge Francesco Foscari che nel 1423 volle fare dell'isola un ospedale per l'isolamento e il ricovero dei malati di peste. Dal nome dell’isola, intitolata a Santa Maria di Nazareth, derivò il termine Nazaretum e poi Lazzaretto. Il complesso del Lazzaretto Vecchio, oggi uno dei luoghi della cultura del MIBACT - Direzione regionale Musei del Veneto, ospiterà il Museo Archeologico Nazionale della Laguna di Venezia, che racconterà con un percorso multimediale la storia millenaria del popolamento antico della laguna.

L’isola del Lazzaretto Nuovo è invece il luogo in cui nel 1468 fu messa a sistema la quarantena di navi, merci e passeggeri, per la prevenzione del contagio. Le merci, ospitate in grandi tettoie, venivano sottoposte a procedure di disinfezione: si usava soprattutto fumigare erbe aromatiche come ginepro e rosmarino. Negli ultimi decenni il Lazzaretto Nuovo è stato recuperato dall’abbandono, ed è oggi un ecomuseo che promuove attività culturali destinate a potenziare la fruizione pubblica di questo luogo.

La visita dell'isola consente di scoprire un patrimonio storico eccezionale e di immergersi in un ambiente naturale tra i meglio conservati della Laguna di Venezia. Il Sentiero delle Barene è un percorso, allestito in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Venezia, che esplora le barene, terre ricchissime di varietà di piante e uccelli acquatici, periodicamente sommerse dalle alte maree.

BUON APPETITO:BÌGOI IN SALSACipolle e sarde. Sono la base dei bigoli in salsa, il primo piatto più diffuso sulle tavole ...
31/03/2020

BUON APPETITO:

BÌGOI IN SALSA

Cipolle e sarde. Sono la base dei bigoli in salsa, il primo piatto più diffuso sulle tavole dei veneziani durante i giorni di digiuno e astinenza. Anche questa specialità locale sembra sia di origine ebraica, come le sarde in saòr, altro classico piatto della cucina veneziana che ha per ingredienti sarde e cipolle.

Simili a grossi spaghetti, i bigoli sono preparati con farina di grano tenero e pochissima acqua. Per ottenerli si usa un torchio chiamato bigolaro. Hanno una superficie ruvida e porosa, che ben trattiene il sugo.

Tradizionalmente, i bìgoi in salsa si consumavano la Vigilia di Natale, il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo, ma in realtà la loro realizzazione è così semplice che si possono preparare a casa anche tutti i giorni.

Il segreto è far stufare la cipolla, amalgamando le sarde, affinché appassisca così da ottenere una crema. Questo piatto è incluso nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT).

INGREDIENTI

300 g di bigoli

6-8 sarde o sardine sotto sale, a seconda della dimensione

1 grossa cipolla bianca

sale

pepe

olio extra vergine di oliva

PREPARAZIONE

Sciacquate le sarde per togliere l’eccesso di sale, togliete la lisca centrale e tagliatele a pezzetti. Affettate finemente la cipolla e fatela appassire in padella con dell’olio di oliva. Unite le sarde e mescolate con un mestolo di legno fino a ottenere un composto cremoso, aggiungendo dell’acqua calda. Tuffate i bigoli in acqua salata bollente e scolateli al dente, tenendo da parte un po’ di acqua di cottura. Uniteli al condimento nella padella, mescolate se necessario con l’acqua di cottura, in modo da formare una salsa morbida. Servite con una macinata di pepe. Potete aggiungere, a piacere, una spolverata di pangrattato saltato nel b***o.

Enjoy it :) BÌGOI IN SALSABigoli in Salsa, a sort of thick spaghetti with an onion and sardine sauce, is a Venetian clas...
31/03/2020

Enjoy it :)
BÌGOI IN SALSA

Bigoli in Salsa, a sort of thick spaghetti with an onion and sardine sauce, is a Venetian classic. This traditional pasta dish seems to have Jewish roots, such as sarde in saòr, another tasty Venetian specialty made with the same few ingredients: sardines and onions.

Originally, bigoli were made from soft wheat flour, water and salt. A press called bigolaro was used to turn the dough into long, thick strands. Because of the way they are produced, bigoli have a rough surface that is ideal for holding sauces.

According to tradition, bigoli were eaten “in salsa” on fasting (meatless) days like Christmas Eve, Ash Wednesday and Good Friday. But they are so easy to cook that they can be enjoyed any time of year.

The secret is to stew the onion so that it melts and blends with the sardines, creating a very creamy and smoothy sauce.

This Venetian classic dish is included in the list of Italian traditional agri-food products, published and updated annually by the Italian Ministry of Agricultural, Food and Forestry Policy.

INGREDIENTS

300 g bigoli

6-8 salted sardines (or anchovy fillets)

1 white onion, finely sliced

salt

freshly ground black pepper

extra virgin olive oil

PROCEDURE

Rinse the sardines to get rid of excess salt, and remove the bones. Finely slice the onion. Heat the oil in a large frying pan over a low heat. Cook gently the onion until it has fallen apart and becomes slightly mushy and creamy. Pour over hot water and stirr frequently to avoid burning. Add the sardines and dissolve them into the onion sauce using the tip of a wooden spoon. Bring a large pan of salted water to the boil and add the bigoli. Cook until al dente. Drain the pasta and mix with sauce. Stirr well, adding the cooking water, to form a creamy sauce. Season with pepper and serve. You can add a sprinkling of toasted breadcrumbs, if you like.

Indirizzo

Santa Croce 1964
Venice
30135

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