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09/10/2021

Cercasi persone da inserire nel settore sicurezza (Security), Investigation

Cari Amici,Salutiamo tutti insieme il 2020 che ci ha portato eventi inimmaginabili che non si potranno mai archiviare, m...
31/12/2020

Cari Amici,

Salutiamo tutti insieme il 2020 che ci ha portato eventi inimmaginabili che non si potranno mai archiviare, ma abbiamo resistito a tutto e siamo andati avanti con affanno progettando il nostro futuro per realizzare nuovi obiettivi.

Auguriamo a tutti Voi di guardare sempre avanti ai progetti di domani e di essere pronti alle nuove sfide del 2021.

Rocco Nesta

Il lavoro di Security nel pubblico spettacolo è disciplinato da un capitolo a parte delle norme che regolano il lavoro n...
29/11/2020

Il lavoro di Security nel pubblico spettacolo è disciplinato da un capitolo a parte delle norme che regolano il lavoro nella pubblica sicurezza. Con decreto del Ministero dell’Interno del 6 ottobre 2009 è stato istituito un vero e proprio ambito lavorativo con la relativa figura di riferimento di addetto al servizio di controllo che deve essere iscritto nell’elenco presso la Prefettura di riferimento. Così come i lavoratori addetti al controllo devono essere in possesso del relativo decreto della Prefettura, anche gli Istituti di Sicurezza che esercitano questa attività devono avere la relativa Licenza per operare nel pubblico spettacolo, anche questa rilasciata dalla Prefettura e subordinata alla dimostrazione del possesso dei requisiti per poter esercitare.
Gli addetti al controllo devono essere impiegati nei luoghi aperti al pubblico dove si effettuano attività di intrattenimento e di pubblico spettacolo, principalmente nei pubblici esercizi, ovvero teatri, cinema, auditorium e qualunque altro locale adibito a pubblico spettacolo.

Compito degli addetti al controllo è soprattutto quello di vigilare e verificare che non ci siano situazioni che mettano a rischio l’incolumità dei presenti, controllare che le vie di fuga siano sempre libere e accessibili, e regolare quindi il flusso del pubblico al luogo dello spettacolo. Infatti un altro dei compiti principali dell’addetto al controllo, comunemente definito anche addetto alla sicurezza, è quello di presidiare gli ingressi nei luoghi di svolgimento degli spettacoli, verificando, se necessario, il biglietto, il titolo di ingresso o i documenti di riconoscimento delle persone che accedono.
Nonostante le forti limitazioni imposte attualmente dalle norme anti-covid si cerca di andare avanti per ciò che è consentito, in attesa di ricominciare a pieno ritmo.
La figura di addetto al servizio di controllo nata inizialmente per le discoteche, si è poi evoluta fino a essere utilizzata anche all’interno delle produzioni tv, come da diversi anni viene impiegata dalla Nesta Services per: , , , , , ,

15/08/2020
L’infedeltà aziendale se non individuata in tempo può avere gravi conseguenze sia economiche che di reputazione dell’imp...
01/08/2020

L’infedeltà aziendale se non individuata in tempo può avere gravi conseguenze sia economiche che di reputazione dell’impresa. Sono diversi i comportamenti da parte di dipendenti o soci che possono configurare questo reato, dalla concorrenza sleale, in proprio o presso aziende rivali, alla diffusione di dati riservati fino alla rivelazione di dati sensibili, brevetti o prototipi.

Le caratteristiche dell’infedeltà professionale dipendono dalle particolarità dell’azienda e dalla natura dell’attività esercitata, e varia anche la gravità dei comportamenti sleali messi in atto che possono portare al semplice richiamo, fino alla sanzione disciplinare, e nei casi peggiori al licenziamento.

La legge di riferimento è l’articolo 2105 del Codice Civile sull’obbligo di fedeltà: “Il prestatore di lavoro non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l’imprenditore, né divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa, o farne uso in modo da poter arrecare ad essa pregiudizio”.

L’imprenditore che abbia il sospetto di infedeltà aziendale da parte dei suoi dipendenti può rivolgersi all’investigatore privato per ottenere la verifica e la raccolta delle prove a norma di legge, e avviare, se l’infedeltà viene accertata, la procedura disciplinare prevista con la contestazione dei reati commessi, che nei casi più gravi possono arrivare in sede di giudizio.

I ragazzi di oggi, nativi digitali, passano molte ore al giorno su smartphone, tablet e computer, alla ricerca delle ult...
18/07/2020

I ragazzi di oggi, nativi digitali, passano molte ore al giorno su smartphone, tablet e computer, alla ricerca delle ultime novità sul gaming, ma anche e soprattutto per informarsi attraverso le numerose piattaforme video e social. Principalmente i giovanissimi, della fascia d’età tra elementari e medie, hanno sviluppato questa propensione alla ricerca di informazioni e intrattenimento online, che si traduce in contatti quotidiani con “amici virtuali”, dallo youtuber più o meno famoso ad amici conosciuti anche occasionalmente sulle piattaforme di gioco.

Questa “evoluzione della specie” si presta purtroppo anche a nuove possibilità di pericolo per i ragazzi, sempre più sotto tiro come dimostra la conclusione recente, all’inizio di luglio, di importanti indagini della Polizia Postale e delle Comunicazioni che hanno svelato diversi traffici di materiale proibito scoperto proprio sui cellulari dei più giovani. Ha avuto molto risalto l’inchiesta che ha riguardato proprio il coinvolgimento di minori dai 13 ai 17 anni che si scambiavano video di torture su bambini e animali procurati da siti criptati del darkweb. Giovani vittime inconsapevolmente trascinate nel lato oscuro della rete dove cercavano la violenza più cruda, scoperti grazie all’attenzione di una madre che ha visto questi contenuti sul telefonino del figlio facendo partire le indagini.

Ma sono soprattutto gli adulti a sfruttare l’immagine dei bambini attraverso il canale digitale con numerosi casi recenti di arresti e perquisizioni per detenzione, diffusione e produzione di materiale illegale ai danni di minori, che li ritraevano in video di violenze.

In questa mutata realtà sociale è d’obbligo l’attenzione verso i contenuti e ancora più necessaria è l’informazione fatta innanzitutto a vantaggio dei minori, che devono essere messi in guardia dai pericoli del web, educandoli a non diffondere le proprie informazioni personali su giochi online, a non diffondere immagini proprie e dei propri amici presso sconosciuti e soprattutto rispettando l’immagine propria e altrui non pubblicando foto in chat telefoniche, da dove poi si perde il controllo delle immagini diffuse che possono circolare indefinitamente.

Su questo tema anche l’opinione del direttore della Nesta Services, Rocco Nesta: “Sarebbe opportuno interve**re a livello legislativo per un supporto alle famiglie che a causa dell’evoluzione informatica hanno perso ogni controllo sui propri figli minori che utilizzano i cellulari soprattutto al di fuori dell’ambiente familiare”.

C’era una vera e propria organizzazione dietro il  furto di circa un milione di dati ai danni della TIM, scoperto in seg...
26/06/2020

C’era una vera e propria organizzazione dietro il furto di circa un milione di dati ai danni della TIM, scoperto in seguito ad approfondite indagini nell’ambito dell’operazione “DATA ROOM”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, e condotta dagli investigatori specializzati del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche – CNAIPIC del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, con la collaborazione dei Compartimenti di Napoli, Perugia, Ancona e Roma.

Gli indagati, di cui 13 agli arresti domiciliari e 7 con obbligo di dimora nel comune di residenza ed il divieto di esercitare imprese, avevano predisposto dei software di automazione in grado di estrarre migliaia di informazioni dalle cosiddette “Data room” (delle vere e proprie casseforti informatiche di dati) della TIM, dalla quale è partita la denuncia in seguito alla scoperta delle violazioni. I dati venivano rubati ogni giorno raggiungendo il volume di centinaia di migliaia al mese.

Lo scopo ultimo di questo colossale furto di dati era quello di venderli ad altre società – finora sono stati individuati 13 call center – che avevano poi l’obiettivo di far acquistare contratti ai nominativi forniti, convincendoli a cambiare gestore telefonico.

Il furto è stato reso possibile dalla collaborazione di tecnici infedeli in grado di prelevare i dati, insieme a un vero e proprio sistema che doveva successivamente smerciare i dati rubati, facendoli passare di mano in mano tra le varie società interessate. Le indagini hanno rilevato che questa attività illecita ha fruttato decine di migliaia di euro, e ha probabilmente coinvolto anche i sistemi informatici di gestori operanti nel settore dell’energia.

I reati contestati sono riferiti all’art. 615 ter c.p. (accesso abusivo a sistema informatico), all’art.615 quater c.p. (detenzione abusiva e diffusione di codici di accesso), riguardando le condotte di sistemi di pubblico interesse, e della violazione della legge sulla privacy art. 167-bis D. Lgs. 193/2003 (comunicazioni e diffusione illecita di dati personali oggetto di trattamento su larga scala).
Gli accessi abusivi avvenivano tramite account o virtual desktop in uso ai dipendenti di gestori di servizi di telefonia e di società partner per l’accesso ai database, carpiti e utilizzati senza autorizzazione.

Per ve**re a capo di questa prima grande operazione a tutela dei dati personali, la nuova miniera d’oro nelle nostre società sempre più online, sono state svolte complesse investigazioni da parte degli specialisti del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, attraverso intercettazioni telefoniche e pedinamenti degli indagati, e soprattutto sono state necessarie difficili attività di riscontro ed analisi sui sistemi informatici e le piattaforme contenenti i dati, rese possibili anche grazie alla collaborazione della struttura di sicurezza aziendale.

Contattaci per una consulenza su misura.• Security• Sicurezza e controllo delle attività di intrattenimento e di spettac...
11/05/2020

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02/05/2020

Scopri i nostri servizi di investigazione per privati e aziende:

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CORONAVIRUS:  ATTIVITÀ INVESTIGATIVA E SECURITY  IN STAND BYIn seguito al decreto del Presidente del Consiglio, DPCM 22 ...
11/04/2020

CORONAVIRUS: ATTIVITÀ INVESTIGATIVA E SECURITY IN STAND BY

In seguito al decreto del Presidente del Consiglio, DPCM 22 marzo 2020, le stime ISTAT sull’impatto dello stop forzato alle attività produttive valutano 2,2 milioni di imprese costrette a fermarsi nei diversi settori industriali e nei servizi, con una ricaduta su circa 7,4 milioni di addetti; senza contare l’impatto delle attività chiuse anche su quelle rimaste aperte che sono poco più della metà, il 51% circa del totale. Con l’ultimo decreto annunciato il 10 aprile si prospetta la riapertura dopo Pasqua di alcune attività, anche se la maggioranza delle chiusure viene estesa fino al 3 maggio.

In questo difficile contesto il lockdown riguarda anche l’attività di investigazioni, ricerche e raccolta di informazioni per conto di privati, ai sensi degli artt. 134 del T.U.L.P.S., e dell’art. 5 comma 1, lett. a.I), a.II), a.III), e lett. a.IV), nonché i servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo ai sensi dell’art. 134 del T.U.L.P.S., 5 comma 1° lett. a. VI) del D.M. nr. 269 del 01/12/2010 , con migliaia di addetti ai lavori costretti a rimanere a casa in attesa di nuove disposizioni.

L’unica attività che ha la possibilità di continuare è quella di vigilanza privata, ai sensi dell' art. 134 del T.U.L.P.S che fa capo al Codice ATECO 80.1 (Servizi di vigilanza privata).
Molte imprese del ramo sicurezza attuano una diversificazione dell’offerta, per cui riescono a portare avanti una parte delle attività che non sono soggette a chiusura, costrette comunque a ricorrere alla cassa integrazione per quei dipendenti le cui attività risultano congelate. La situazione peggiora per le agenzie che attuano esclusivamente sicurezza sussidiaria e investigazione, costrette ad aspettare tempi migliori, cercando di capire come ricorrere alle diverse misure di supporto adottate dal governo.

Secondo l’opinione del direttore della Nesta Services, Rocco Nesta, impegnato nell’attività di investigazioni private dal 1980, a questa fase molto critica potrebbe seguire un periodo di ripresa: “Per quanto concerne l’investigazione privata in particolare, c’è da osservare che la limitazione delle libertà individuali e delle abitudini più riservate che si esprimevano soprattutto al di fuori delle mura domestiche, porta attualmente a una criticità nelle relazioni familiari già compromesse prima dell’isolamento obbligatorio, che potrebbe tradursi in un futuro prossimo post pandemia in una maggiore ricerca di libertà e quindi in una ripresa delle relazioni extraconiugali con conseguente incremento delle indagini legate a cause matrimoniali.”

“Ci saranno invece da prevedere novità nelle prassi lavorative, ancora in fase di studio, soprattutto per quanto riguarda l’attività di controllo dell’intrattenimento e spettacolo, la più penalizzata da queste circostanze che impongono il distanziamento sociale.”

Un distanziamento che da più parti si ritiene necessario proseguire anche quando riprenderanno le attività lavorative sospese, la cosiddetta fase 2. In attesa di aggiornamenti le imprese del settore si preparano alla ripresa, parziale o totale, delle attività approfittando di questo tempo per elaborare diverse strategie di sopravvivenza e soddisfazione dei clienti nel rispetto di questo nuovo contesto.

Nesta Services

La Nesta Services opera su tutto il territorio nazionale nel settore dell’investigazione e della sicurezza, con discrezi...
16/03/2020

La Nesta Services opera su tutto il territorio nazionale nel settore dell’investigazione e della sicurezza, con discrezione, serietà e riservatezza avvalendosi di strutture tecnologiche d’avanguardia e sostenuta da un’esperienza trentennale.

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• Grande Fratello Vip
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