11/04/2020
CORONAVIRUS: ATTIVITÀ INVESTIGATIVA E SECURITY IN STAND BY
In seguito al decreto del Presidente del Consiglio, DPCM 22 marzo 2020, le stime ISTAT sull’impatto dello stop forzato alle attività produttive valutano 2,2 milioni di imprese costrette a fermarsi nei diversi settori industriali e nei servizi, con una ricaduta su circa 7,4 milioni di addetti; senza contare l’impatto delle attività chiuse anche su quelle rimaste aperte che sono poco più della metà, il 51% circa del totale. Con l’ultimo decreto annunciato il 10 aprile si prospetta la riapertura dopo Pasqua di alcune attività, anche se la maggioranza delle chiusure viene estesa fino al 3 maggio.
In questo difficile contesto il lockdown riguarda anche l’attività di investigazioni, ricerche e raccolta di informazioni per conto di privati, ai sensi degli artt. 134 del T.U.L.P.S., e dell’art. 5 comma 1, lett. a.I), a.II), a.III), e lett. a.IV), nonché i servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo ai sensi dell’art. 134 del T.U.L.P.S., 5 comma 1° lett. a. VI) del D.M. nr. 269 del 01/12/2010 , con migliaia di addetti ai lavori costretti a rimanere a casa in attesa di nuove disposizioni.
L’unica attività che ha la possibilità di continuare è quella di vigilanza privata, ai sensi dell' art. 134 del T.U.L.P.S che fa capo al Codice ATECO 80.1 (Servizi di vigilanza privata).
Molte imprese del ramo sicurezza attuano una diversificazione dell’offerta, per cui riescono a portare avanti una parte delle attività che non sono soggette a chiusura, costrette comunque a ricorrere alla cassa integrazione per quei dipendenti le cui attività risultano congelate. La situazione peggiora per le agenzie che attuano esclusivamente sicurezza sussidiaria e investigazione, costrette ad aspettare tempi migliori, cercando di capire come ricorrere alle diverse misure di supporto adottate dal governo.
Secondo l’opinione del direttore della Nesta Services, Rocco Nesta, impegnato nell’attività di investigazioni private dal 1980, a questa fase molto critica potrebbe seguire un periodo di ripresa: “Per quanto concerne l’investigazione privata in particolare, c’è da osservare che la limitazione delle libertà individuali e delle abitudini più riservate che si esprimevano soprattutto al di fuori delle mura domestiche, porta attualmente a una criticità nelle relazioni familiari già compromesse prima dell’isolamento obbligatorio, che potrebbe tradursi in un futuro prossimo post pandemia in una maggiore ricerca di libertà e quindi in una ripresa delle relazioni extraconiugali con conseguente incremento delle indagini legate a cause matrimoniali.”
“Ci saranno invece da prevedere novità nelle prassi lavorative, ancora in fase di studio, soprattutto per quanto riguarda l’attività di controllo dell’intrattenimento e spettacolo, la più penalizzata da queste circostanze che impongono il distanziamento sociale.”
Un distanziamento che da più parti si ritiene necessario proseguire anche quando riprenderanno le attività lavorative sospese, la cosiddetta fase 2. In attesa di aggiornamenti le imprese del settore si preparano alla ripresa, parziale o totale, delle attività approfittando di questo tempo per elaborare diverse strategie di sopravvivenza e soddisfazione dei clienti nel rispetto di questo nuovo contesto.
Nesta Services