Intorno al 1930 la nonna di Claudio Bottari si distinse per uno spiccato spirito imprenditoriale che la portò all'apertura del panificio di proprietà: Panificio Potenza, dal soprannome del nonno. Quaranta diverse tipologie di pane: con lievito madre, di grano tenero, di grano duro, panini all'olio d'oliva o con cereali e noci. Una vera chicca è il pane con "grano Cappelli", una tipologia di grano
riscoperto dopo la seconda guerra mondiale ed oggi non facilmente rintracciabile. Diverse sono poi le varietà di biscotti prodotti giornalmente: con uva sultanina, di mandorla, frollini al burro e miele, plumcakes con mele o nocciole e cannella. E poi le torte alla frutta e i cupcakes per la colazione del mattino. Ottimi i tarallini al vino bianco e al primitivo dolce di Manduria, leggermente glassati. Squisite le friselle di semola, all'orzo e all'olio extra vergine di oliva disponibili in varie forme e dimensioni, imperdibili le focacce farcite e ripiene nei modi più disparati tra cui la focaccia con i fiori di zucca o le "barchette tricolori" con pomodori e zucchine, i "troppo buoni" al cotto e fontina, la casereccia con capperi e cipolla o il rustico di sfoglia al prosciutto e formaggio. (da "Le botteghe del gusto pugliesi" - Edizioni Palmisano)
DICONO DI NOI:
"SE L'ARTE BIANCA DIVENTA GRIFFE DA ESPORTARE"
La chiamano "arte bianca", l'arte di fare il pane. Se dobbiamo chiamarlo con questo nome, se deve essere davvero pane per i nostri denti allora deve essere firmato, come quello fatto a Sava, in provincia di Taranto (con le migliori materie prime, come le farine "Elia") e conosciuto anche negli Stati Uniti e in Australia. «Ricordati di portare il pane», esclamavano parenti e amici quanto si apprestavano a un volo transoceanico. Il pane "griffato" è quello dell'azienda "la Putenza", gestita oggi da Claudio Bottari, e che nasce nel 1899, quando la signora Peppa (soprannominata, appunto, la Putenza) decide di dare continuità e di trasformare in un'attività imprenditoriale il suo quotidiano lavoro di panificare e sfornare i famosi pani "li Picciddati". Un pane di pasta dura, fragrante e biscottato, così richiesto da diventare ben presto un simbolo per gran parte della popolazione locale, al punto che lo si produce ancor oggi. Alla signora Peppa si affiancò la figlia Anna e insieme degli anni Trenta diedero inizio alla struttura moderna dell'azienda «con originale spirito imprenditoriale e lungimiranza economica», dotandola di attrezzature di avanguardia per quei tempi, pur conservando un solido carattere artigianale e un impegno costantemente orientato alla ricerca e al mantenimento dell'aspetto qualitativo della produzione. È anche per questo che "la Putenza", mentre si avviava a diventare un fiore all'occhiello della realtà economica di Sava e della provincia, negli anni della seconda guerra mondiale riuscì a farsi apprezzare dalle istituzioni pubbliche e militari del tempo, come ad esempio il Contingente della Divisione Bari stanziato a Sava, che la preferirono nelle forniture e nei rapporti di sussistenza. Un pane decorato sul campo con una medaglia al sapore. (da "La Repubblica" 13 gennaio 2002, pag. 10, Sezione Cultura)