Grazie alla giornalista Elsa De Simone per aver scritto così bene la nostra storia
La tradizione di artigiani del pane nella famiglia Fortunato ha inizio nel 1958, quando (papà) Camillo all’età di tredici anni comincia a lavorare nei forni storici del centro di Salerno. Nel 1976, dopo aver lavorato per tanti anni come lavoratore dipendente, Camillo decide di aprire un’attività imprenditoriale. So
no gli anni in cui il pane è il re della tavola, prodotto di prima necessità indispensabile alla crescita della popolazione. Tra le prelibatezze prodotte da Camillo ci sono il pane biscottato, i taralli, i grissini e tanti prodotti che vengono distribuiti in tutta la provincia di Salerno. In quegli anni non ci sono i supermercati né i prodotti industriali della grande distribuzione che avrebbero mutato le abitudini nutritive. A Salerno ci sono 57 forni censiti in proporzione alla popolazione, la qualità è il biglietto da visita, nelle botteghe si investe sul sacrificio per raggiungere la professionalità. Il 1996 è anno di cambiamenti, l’attività si sposta in via Volpe, sede che racchiude una storia nella storia: tra le sue mura, per quasi cento anni, si sono succedute generazioni di panificatori “al femminile”, come da tradizione. L’arte di fare il pane, infatti, nelle realtà contadine è legata al ruolo della donna nel focolare, e nei piccoli centri storicamente i panettieri sono per lo più donne. All’apertura nella traversa di Piazza Malta si perpetua la tradizione lavorando tutti in famiglia. È questa la forza dell’artigianato: far crescere i figli nei laboratori, insegnare loro il mestiere, tramandare il sapere. Dopo sessantatré anni di attività per Camillo, il 2021 è l’anno di nuovi cambiamenti: proseguendo sul solco del percorso tracciato da suo padre, Carmelina raccoglie un importante e prezioso testimone e, nel segno della continuità artigianale, porta avanti la tradizione familiare nella sede completamente rinnovata di via Piave 7 a Salerno. «La caparbietà delle donne non ce l’hanno gli uomini – sostiene Camillo – perché le donne lavorano con passione». Sono gli anni della ricostruzione anche quelli che attendono il Paese oggi. «Mio padre mi ha sempre sostenuta e incoraggiata a migliorare – le parole di Carmelina –. Quando ho iniziato a lavorare restava insieme a me il pomeriggio, mi ha spronato a imparare a preparare i primi dolci, mi ha lasciata libera di fare, di sperimentare». L’attività che vede la luce a via Piave 7 prende il nome di “Carmelina Fortunato”. La qualità e l’accoglienza che attendono i clienti sono immutati.
«Ho affiancato il mio nome alla tradizione artigianale perché è questo il mandato e il lascito di mio padre, il suo esempio di lavoratore instancabile sin dal 1958. Io sono un’artigiana e metto il mio nome, e la tradizione che porta con sé, su tutti i prodotti in vendita nel mio forno».