23/06/2026
Oggi io e Francy abbiamo raccolto a mano spighe di grano Oroset dal campo Rialto, ad Altino, per sgranarle e prepararci alla prima prova dell’umidità.
Anticamente non può raccogliere il grano a caso.
Occorre aspettare che il tasso di umidità sia ideale — per la conservazione naturale e per evitare cariche batteriche. Questa attesa espone a rischi maggiori. Basta alzare gli occhi al cielo. 🙄⛈️
Incrociamo le dita a e prepariamoci a raggiungere il centro dove si fanno le prove. Ci vado perché tocca, ma capita spesso che mi si accolga con sorrisetti sarcastici e battutine.
“Ah, ti te si queo del biologico… Ho visto i to campi, pieni de erba”
“30 quintali su un ettaro? Così poco?”
“Ma come fai a lavorarla sta farina se è così debole”
Capisco anche: ai loro occhi quello che facciamo è incomprensibile. Di solito non discuto, gioco a fare l’alieno.
Però mi vengono in mente due episodi accaduti qui, sempre durante le analisi.
Nel primo ho ascoltato il responsabile spiegare a un contadino che il suo grano sarebbe stato declassato perché aveva meno proteine del previsto. Il contadino era agitato, cercava di ribellarsi. Ma il responsabile aveva quel solido distacco di chi parla per conto terzi — un mulino che aveva rispedito il grano al mittente.
Nel secondo, un giovane lavorante ha preso in carico il mio campione. Aveva studiato agraria, poi uno stage lì — e non se n’era più andato. Me lo raccontava frustrato: ad avvicinarlo agli studi era la passione per la terra, poi si era trovato imbrigliato in quel mondo.
Parole sue, non mie: “tu non hai idea della m***a che vedo io ogni giorno.”