24/06/2026
1909 - Il Testamento di Mosè Levi
L’immobile di Via dei Condotti 85-86, uno stabile di più piani, con chiostrine interne, era tra i beni inclusi nell’eredità di Mosè Levi, professione “possidente”, deceduto il 10 giugno 1909. All’interno del palazzo, al piano terra, in locali più angusti rispetto a quelli attuali, si trovava dal 1760 il già celebre Caffè Greco.
Il testamento olografo di Mosè Levi fu pubblicato il 12 giugno 1909 dal Notaro in Roma Girolamo Battaoni. Al momento della pubblicazione era vigente il contratto di locazione commerciale del 1908. Il rapporto locatizio con l’azienda Antico Caffè Greco di Federico Gubinelli, proprietaria degli arredi e titolare della licenza, fu mantenuto nel tempo dalla Vedova Levi, usufruttuaria dell’immobile e grande sostenitrice del celebre Caffè letterario e artistico.
Dopo aver disposto circa i legati e l’usufrutto a favore della moglie Grazia Ascarelli, Mosè Levi nomina eredi universali, alla morte della sua amata consorte - per un terzo ciascuno - l’Ospedale Israelitico, l’Ospedale San Giovanni e l’Asilo degli Invalidi Israelitici Poveri. Assegna agli esecutori testamentari il delicato compito di amministrazione del patrimonio e, assegnati i legati, quello di procedere discrezionalmente, “a loro artifizio”, alla divisione dell’eredità (nuda proprietà), con un monito di non ingerenza o comunque contestazione rivolto agli Enti, a pena di decadenza dall’eredità.
Colpiscono i toni affettuosi per la consorte, i parenti stretti e gli amici, ma anche una certa preoccupazione per molestie o ingerenze.
Queste sono le parole di Mosè Levi, tratte dal testamento olografo nella parte che riguarda anche l’immobile ove era situato il Caffè Greco:
“Ordino che dopo pagati e prelevati i legati erede usufruttuaria universale sia la mia Consorte Grazia Ascarelli senza che da alcuno possa ricevere molestia alcuna.
Delle gioie, dei mobili di casa come pure di Carrozze e Cavalli lascio proprietaria assoluta la detta mia Consorte.
Eredi universali dopo la morte di mia moglie lascio per un terzo l’Ospedale Israelitico nell’Isola di San Bartolomeo. Per un terzo, l’Ospedale di San Giovanni. L’altro terzo nomino Erede l’Asilo degli Invalidi Israelitici Poveri, però che le sale destinate agl’Infermi abbiano al di sopra del loro ingresso una targa in marmo col nome di Mosè e Grazia Levi.
Nomino miei esecutori testamentari i miei carissimi amici Asdrubale Del Monte del fu Crescenzio e, Mosè Esdra del fu Settimio concedendo loro facoltà di potere designare alla loro morte, che Dio tenga lontana, altro individuo che in tale qualifica gli succeda.
I detti Ospedali ed il detto Asilo degli Invalidi e chiunque in loro vece, non avranno diritto ad assistere all’Inventario dei miei beni, e né d’ingerirsi nell’ Amministrazione e vigilanza dei miei beni, poiché dispongo che i miei esecutori testamentari dopo soddisfatti i legati destinati, destineranno a loro artifizio la porzione che spetterà all’Ospedale Israelitico, all’Ospedale di San Giovanni ed all’Asilo degli Invalidi Israelitici i quali non potranno disporne che dopo la morte di mia Moglie la quale né avrà il pieno godimento nel meglio modo che a lei piacerà.
Qualora uno od ambedue gli Ospedali, come pure l’Asilo degli Invalidi inferissero la più piccola molestia alla mia Consorte od agli Esecutori Testamentari, s’intenderanno ipso facto decaduto dalla mia eredità, la quale in questo caso, sarà devoluta ai miei eredi legittimi.
Prego i medesimi esecutori testamentari prestare sempre la loro assistenza alla mia dilettissima Consorte durante l’amministrazione dell’uso frutto.”
Leggi l'articolo sul nostro sito:
L’immobile di Via dei Condotti 85-86, uno stabile di più piani, con chiostrine interne, era tra i beni inclusi nell’eredità di Mosè Levi, professione