27/05/2026
Dietro questo spot c’è un’idea precisa: raccontare il mare di Rimini in una forma nuova. Più intensa, più intima, quasi cinematica.
Abbiamo costruito un racconto che parte dal mare ma non si ferma alla superficie. Una Rimini fatta di atmosfera, dettagli, silenzi e movimento. Un luogo dove la narrazione non è descrizione, ma percezione.
Il cibo entra come filo invisibile che tiene insieme tutto il progetto: una metafora universale, un linguaggio condiviso che aiuta a leggere il territorio. Non protagonista, ma chiave di lettura. Un modo per dare struttura emotiva al racconto e trasformare l’esperienza in qualcosa di riconoscibile e profondamente umano.
Per dare verità a questa visione abbiamo lavorato insieme al territorio, quello vero, coinvolgendo realtà autentiche: le vongolare, le spiagge, il ristorante Dalucio, e tutti quei luoghi che non sono scenografia, ma identità viva.
Fondamentale è stata anche la scelta della luce. Abbiamo inseguito i momenti migliori della giornata, quelli in cui il mare cambia pelle e insieme a lui cambiano le persone. Le ore sospese dell’alba, le vibrazioni del pomeriggio, le dissolvenze del tramonto: frammenti di tempo in cui l’emozione non si costruisce, ma accade da sola.
Il risultato è un racconto che non vuole spiegare Rimini, ma farla vivere. Come una sequenza emotiva continua, dove tutto si tiene insieme attraverso sensazioni più che parole.
VisitRimini