27/08/2026
Il soffio gentile di Massimiliano Prete
✍️di Gianluca Donadini
Massimiliano Prete è un maestro lievitista: uno chef della pizza che non fa pizza e che non gestisce una semplice pizzeria.
Fondatore di Sestogusto a Torino e di Matre a Saluzzo, rifiuta il cliché del pizzaiolo giocoliere degli impasti per affermarsi come chef pizzaiolo ricercatore maniacale del gusto.
La sua cifra stilistica? Basi leggerissime e straordinariamente digeribili sublimate da nobili ingredienti di artigiani del gusto che superano il classico km zero trasfigurando l’ethos del “chilometro buono”.
Quella di Prete non può e non vuole essere una semplice pizza: tra alveolature pronunciate, profumi complessi e strutture che esplorano i confini di una leggerezza infinita, i suoi 3 Spicchi Gambero Rosso e il titolo di Ambasciatore Slow Food raccontano l’incontro perfetto tra alta gastronomia e arte bianca. “Per fare una buona pizza ci vogliono pazienza, precisione, poesia e tanta conoscenza.
La vita stessa, se ci pensiamo, è come un impasto: cresce e si trasforma solo se le diamo il giusto tempo. Fermati quindi, respira e gusta i sapori autentici”. Ce lo dice un uomo che non è mai stanco, che non si ferma, felice per un lavoro che non ha fine, è una continua evoluzione, e per il quale non si finisce mai di studiare. “Il segreto?... Guardare impasti e condimenti con occhi nuovi ogni giorno pensando a cosa fare per portare a tavola una versione migliore di noi stessi”.
Sognatore, mai sopra le righe, pratico, Massimiliano è un uomo con i piedi per terra ma con la testa tra le stelle.
‘‘Non sono fatto per mollare, semmai per volare” come ci racconta in questa intervista che potete trovare al link in bio.