09/05/2026
✍️
Nel nome del padre e dei figli
Di Gianluca Donadini
Semplicità. Nulla di altisonante. Nel percorso che ricorda i piatti più significativi di Luciano Zazzeri abbiamo i crudi; il millefoglie di baccalà mantecato su vellutata di porri; il panino con la rana pescatrice e la sua trippa.
Nel percorso stagionale troviamo il polpo e l’arancia fritti; il baccalà in oliocottura, crema di cavolfiore, verza marinata, capperi fritti e alloro; lo spaghetto alle vongole; gli gnudi ricotta e spinaci, cicala cruda, sedano rapa e erba cipollina; i cantuccini per finire.
La carta offre altri piatti tradizionali: le ostriche; la seppia alla griglia; i tagliolini ai crostacei, radicchio rosso e pomodorino fresco; lo spaghettino con sgombro, fungo sh*take, shiso e miso; il cacciucco deliscato e, proprio per questo, ‘della pineta’; il pesce al tegame con capperi, olive pomodoro, cime di rapa e uva; il fritto di mare e ver-dure; il bollito misto di pesce, calamari, crostacei con mostarda di frutta e maionese. Ci sono cose che si mangiano con le mani, altre che richiedono le posate.
Quella degli Zazzeri è una cucina che parla senza essere sfuggente, mai ludica, mai paradossale. Non combina ingredienti sperando che nasca qualcosa senza sapere cosa.
Lascia spazio ai sentimenti, che accadano e maturino, ma non si affida al caso sperando che il caso sia il solo artefice risolutore. E una cucina di governo, di chiara direzione e comando, quella della ragione, consapevole.
L’intuizione degli Zazzeri è stata ed è quella di considerare il mare come un territorio, riconoscendone la specificità, la biodiversità, la stagionalità dei raccolti sulla base dello stesso rapporto tra colture e terroir perché la pesca trae originalità dalla unicità del braccio di mare in cui è prodotta e genera culture alimentari complesse e uniche come la terra sa fare.
E per conoscere a fondo un mare non resta che immergersi nel territorio assimilandolo, in una società dove ormai conosciamo tutto di tutti senza allontanarsi da casa grazie al web.
Vuoi saperne di più? Trovi l’articolo integrale su Quabloid