07/05/2020
Buongiorno a tutti. Se qualcuno di voi fosse interessato (anche per il futuro) al mondo della Microimpresa domestica alimentare (o I.A.D.), nel seguente articolo pubblicato su Lavoro e CreatiVità, idee e progetti per le famiglie ci sono alcuni spunti di riflessione. Per maggiori informazioni potete contattarmi privatamente. A presto e grazie 😊. Dott.ssa Elvira Di Marco
I.AD. MICROIMPRESA ALIMENTARE DOMESTICA
Grazie alla dott.ssa Elvira Di Marco di Consulenza HACCP e Sicurezza sul lavoro - Studio tecnico Roma, oggi affrontiamo un argomento importantissimo per chi vuole avviare un'attività nel settore alimentare, parliamo di I.A.D, Microimpresa Alimentare Domestica.
“L’impresa alimentare domestica è un’attività artigianale, regolarmente registrata, che permette di preparare nella cucina di casa prodotti alimentari destinati alla vendita.”
Una IAD è una microimpresa domestica che opera all’interno del settore alimentare, come laboratorio artigianale.
In Italia ad oggi non esiste ancora una normativa a livello Nazionale in merito, ma possiamo far riferimento al REGOLAMENTO EUROPEO CE 852/2004 allegato II, Capitolo III riguardante l’igiene dei prodotti alimentari, il quale specifica la possibilità di produrre alimenti all’interno di una cucina domestica destinati alla vendita (si sottolinea che all’interno delle microimprese domestiche alimentari non è possibile effettuare la somministrazione, ma solo la preparazione e conseguente vendita dei prodotti alimentari).
A livello regionale e comunale spesso la regolamentazione delle IAD è gestita in maniera diversa, ad esempio il Piemonte ha redatto delle LINEE GUIDA REGIONALI con dei riferimenti specifici a cui fanno riferimento le microimprese domestiche e di conseguenza le singole A.S.L. competenti territorialmente.
Per superare questa problematica a livello regionale e comunale, è auspicabile la realizzazione di una Normativa a livello Nazionale che non sfavorisca chi ha già aperto e che favorisca le nuove aperture con chiarezza e trasparenza.
Per avviare una microimpresa domestica bisogna sicuramente rivolgersi ad un commercialista che possa seguirvi nelle pratiche di apertura della vostra attività e dal punto di vista fiscale, parallelamente avrete bisogno di un’altra figura professionale come il geometra che si occupa della presentazione della SCIA (dichiarando l’attività di “home food”) e della conseguente notifica all’A.S.L. competente.
Ed infine avrete bisogno di un consulente che vi possa seguire nelle pratiche H.a.c.c.p. secondo il Regolamento CE 852/2004 che consistono:
Corso H.a.c.c.p. con rilascio dell’attestato (necessita nella Regione Lazio di rinnovo biennale)
Redazione del Piano di autocontrollo (o meglio conosciuto come Manuale H.a.c.c.p.)
Moduli e schede dell’autocontrollo alimentare all’interno dell’attività
Altre documentazioni annesse spiegate dettagliatamente in sede di corso di formazione H.a.c.c.p.
…ALCUNE RIFLESSIONI PRATICHE
Si precisa che le seguenti riflessioni e indicazioni sono frutto dello studio e approfondimento del Regolamento Ce 852/2004 ma soprattutto dell’esperienza pratica come Consulente e come Formatore in ambito di sicurezza alimentare e H.a.c.c.p., in quanto come indicato precedentemente ad oggi non esiste una normativa a livello nazionale e soprattutto il Regolamento Europeo non ci fornisce tutti i requisiti specifici che deve avere una IAD. Di conseguenza anche a livello comunale (come nelle varie circoscrizioni di Roma e con le varie Asl territorialmente competenti) potrebbero esserci indicazioni e richieste diverse. Sicuramente è importante cercare di attenersi il più possibile alla Normativa.
Il capitolo III dell’allegato II del Reg. CE 852/2004 precisa che un’impresa domestica alimentare può sussistere in un’abitazione privata ma non è specificato quale deve essere la superficie minima dei locali adibiti a IAD. Se ci fosse l’obbligo di adottare le indicazioni previste ad esempio per una cucina di un ristorante o di una pasticceria, sarebbe molto più difficile aprire una microimpresa domestica alimentare. Ad esempio in alcune regioni è richiesta una metratura minima per la cucina (come indicato precedentemente è importante affidarsi al geometra in fase di Scia che vi indicherà determinati requisiti comunali qualora ci fossero).
Sicuramente il primo requisito importante è che tutti i locali dell’abitazione devono avere l’agibilità.
Inoltre i locali devono avere adeguata illuminazione e areazione e le pareti e le superfici devono essere facilmente lavabili e sanificabili.
Di seguito alcune indicazioni pratiche (indicazioni più precise vengono fornite in sede di corso H.a.c.c.p. o di consulenza):
- la pavimentazione deve essere liscia e non deve essere disconnessa in nessun punto;
- le pareti devono essere piastrellate oppure deve essere utilizzata vernice lavabile e quindi idonea per le attività alimentari fino a 2 metri di altezza;
- i piani di lavoro devono essere facilmente lavabili e sanificabili;
- è consigliabile la presenza di un secondo frigorifero, sia per un discorso di idonea conservazione e gestione delle preparazioni alimentari, sia per effettuare una facile suddivisone tra le preparazioni della IAD e quelle famigliari;
- i contenitori dei rifiuti devono essere ad apertura a pedale;
- obbligo di installare zanzariere amovibili (per effettuare una corretta sanificazione) alle finestre;
- il lavello nella cucina deve avere un’apertura non manuale (il modo più pratico è installare un’apertura con la leva lunga per aprire con il gomito);
-occorre adeguare non solo il rubinetto della cucina, ma anche quello del bagno che deve disporre di apertura non manuale;
- durante le fasi di preparazione nessuno può entrare nella cucina (neanche gli altri famigliari o animali domestici);
- i clienti hanno il divieto di accesso nei locali in cui avviene la preparazione del cibo e si ricorda come precedentemente specificato che è vietata la somministrazione;
- non ci sono obblighi specifici nell’utilizzo di attrezzature professionali (es. si può utilizzare un robot da cucina normale o una planetaria professionale). La scelta spetta al titolare della IAD in base alla quantità di lavoro, alla disponibilità degli spazi ecc.;
- obbligo di dichiarazione e comunicazione degli ingredienti e degli allergeni secondo la normativa attualmente in vigore (dettagliatamente spiegato in sede di corso o di consulenza);
- i materiali e gli oggetti che vengono a contatto con gli alimenti devono avere certificazione MOCA, rilasciata dal produttore di tutti gli utensili;
- è necessario identificare un armadietto come spogliatoio (es. potrebbe essere identificato nell’antibagno);
- è necessario individuare un armadietto dove riporre tutti i prodotti della pulizia;
- è necessario indossare cuffietta per capelli, guanti, calzature da lavoro lavabili ecc.
Nonostante l’argomento sia alquanto complesso, ho cercato di fornire le indicazioni più importanti.
Anche se il mondo delle microimprese domestiche non è visto di buon occhio da tutti e non sempre viene accettato, la realtà ci dimostra che il numero delle IAD notificate cresce sempre di più in tutta Italia.
I numeri e i fatti contano più di mille pregiudizi, ecco perché è importante informarsi.
Grazie a tutti per l’attenzione ed un grande in bocca al lupo per chi deciderà di intraprendere questo percorso per regolarizzare la sua attività. Dott.ssa Elvira Di Marco.