06/07/2020
La ciabatta è stata una grande invenzione avvenuta in un panificio del Polesine. Ad Adria è stata intitolata una via alla "ciabatta polesana".
È l'unico pane che sia riuscito ad insidiare la popolarità della baghette francese. Quella della ciabatta è una storia semplice, banale e quasi comica, che ci ha insegnato ad amare il pane e chi lo fa. Il panettiere (in realtà la moglie già anziana del panettiere) di un panificio del Polesine (Adria) sbagliandosi per la troppa acqua nell'impasto, non potendo dargli una forma precisa tagliò in pezzi disuguali lo stesso, che aveva lasciato lì per molto tempo indeciso sul da farsi.
Questi pezzi di pasta, messi nel forno, diedero un pane molto croccante, marcatamente alveolato e molto buono.
“Che nome gli diamo?”disse il panettiere. “SOMEIA A NA SAVATA!” disse la moglie nel suo dialetto.
La chiameremo ciabatta!
In quel panificio di Adria mio padre e mio fratello Bruno andarono di persona (anno 1980) per imparare dalla fonte a fare questo tipo di pane che si stava propagando a macchia d'olio. Pochi panettieri hanno fatto questo processo, ed infatti ad oggi la ciabatta originale, a lunga lievitazione (25 ore) impastata solo con farina, acqua, pochissimo lievito (1gr/kg), sale ed estratto di malto è fatta da pochissimi artigiani.
Che io sappia qui in Trentino Alto Adige nessuno segue il metodo originale.
Questa è la storia della vera ciabatta di Adria.