23/05/2026
Ieri il mondo del cibo buono, pulito e giusto ha perso il suo visionario più grande. Ciao, Carlo.
Dicevi sempre che «chi semina utopie raccoglie realtà». E la storia di Slow Food, la storia di un modo diverso di intendere il cibo e la vita, ne è la prova più grande.
Per noi, la terra non è solo un punto di partenza, ma un dovere di custodia e cura. Ci hai insegnato che dietro a una pagnotta non ci sono solo acqua e farina, ma l’alleanza tra contadini, artigiani e consumatori. Che la lentezza non è una debolezza, ma un atto di resistenza e di cultura. Questa utopia è diventata la nostra bellissima realtà quotidiana.
Grazie Carlo per la tua passione rivoluzionaria, per le tue parole che si sono fatte terra, grano e pane. Cercheremo di continuare a far crescere i tuoi frutti, ogni giorno, dentro e davanti ai nostri forni.
Buon viaggio. 🌾