Panetteria Occupata

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Panetteria Occupata lotta di classe

Domenica 25 ottobre ore 17Panetteria Occupata sotto sgomberoVia Conte Rosso 20 MilanoLA LOGISTICA DELLA GUERRANe parliam...
18/10/2026

Domenica 25 ottobre ore 17
Panetteria Occupata sotto sgombero
Via Conte Rosso 20 Milano
LA LOGISTICA DELLA GUERRA
Ne parliamo con Linda Maggiori
giornalista freelance e collaboratrice di Altreconomia, autrice di inchieste e analisi sul traffico di armi nei porti e nella logistica, strumenti utili e necessari a sostegno e contributo alle lotte dei lavoratori e dei movimenti contro la “guerra mondiale ibrida a pezzi in cui l’Italia è coinvolta”.
Sosteniamo lo sciopero internazionale dei portuali e lo sciopero generale del 30 ottobre contro le politiche di guerra e il carovita

https://panetteriaoccupata.tracciabi.li/
https://www.instagram.com/panetteria_occupata/
https://www.facebook.com/panetteriaoccupata.noblogs.org/

10 OTTOBRE GIORNATA INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO PALESTINESEMILANO ORE 16 CORTEO DA PIAZZA DELLA REPUBBL...
09/10/2026

10 OTTOBRE GIORNATA INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO PALESTINESE
MILANO ORE 16 CORTEO DA PIAZZA DELLA REPUBBLICA
Per la liberazione di tutti i prigionieri
Con la Resistenza fino alla vittoria!

PRANZO CONVIVIALE E SOLIDALEDOMENICA 11 OTTOBRE ORE 13Gradita prenotazione: rossoconte@hotmail.com
06/10/2026

PRANZO CONVIVIALE E SOLIDALE
DOMENICA 11 OTTOBRE ORE 13
Gradita prenotazione: [email protected]

OCCHI SULLA CISGIORDANIADomenica 4 ottobre ore 18:00Incontro con Anita De Donato di ritorno da BetlemmeOrganizzato da:Mi...
28/09/2026

OCCHI SULLA CISGIORDANIA
Domenica 4 ottobre ore 18:00
Incontro con Anita De Donato di ritorno da Betlemme
Organizzato da:
Milano per la Palestina
Salam Ragazzi dell’Olivo
Alla Panetteria Occupata
Via Conte Rosso 20 – Lambrate Milano

*Basta sfratti, basta sgomberi. Per una Milano solidale e antifascista: contro ogni forma di repressione, contro il geno...
24/09/2026

*Basta sfratti, basta sgomberi. Per una Milano solidale e antifascista: contro ogni forma di repressione, contro il genocidio, con la resistenza palestinese.* Per questo, *il 26 settembre alle 15:30 in Piazza Arcole*

*MANIFESTAZIONE CITTADINA* per mettere insieme le diverse lotte e difendere collettivamente la casa, gli spazi sociali, i quartieri popolari, il patrimonio pubblico e tutte le esperienze di occupazione e autogestione oggi sotto attacco.

BASTA SGOMBERI E REPRESSIONE

*Milano è sempre più una città fatta per chi se la può permettere, una macchina per fare soldi attraverso il mattone.* Interi quartieri popolari vengono svuotati e trasformati in case di lusso, uffici e occasioni di investimento speculativo: prima si sgomberano gli "irregolari", poi si alzano gli affitti e chi non può più permetterseli viene buttato fuori. Mentre il patrimonio pubblico resta vuoto o abbandonato, intere parti della città vengono consegnate a fondi immobiliari, investitori e interessi privati. Un modello che sottrae spazi all'abitare, ai servizi, alla socialità e rende Milano sempre più accessibile a pochi. A pagarne il prezzo sono anche spazi sociali, autogestioni, realtà sindacali e di quartiere: dal Cantiere all'USI-AIT, al Bruzzi-Malatesta, a via Conte Rosso, Lulli-Porpora, Chiesa Rossa e alle occupazioni abitative. Lottiamo per una città dove la casa sia un diritto e non una merce e dove ci sia spazio per chi vive, si organizza e costruisce relazioni fuori dalle logiche del profitto.
ASSEMBLEA CITTADINA DI LOTTA PER LA CASA E GLI SPAZI SOCIALI

GUARDA LA PALESTINAVENERDI 25 SETTEMBRE DALLE ORE 20:30Proiezione di cortometraggi sulla PalestinaAlla PIAZZETTA DEI PIC...
23/09/2026

GUARDA LA PALESTINA
VENERDI 25 SETTEMBRE DALLE ORE 20:30
Proiezione di cortometraggi sulla Palestina
Alla PIAZZETTA DEI PICCOLI MARTIRI – MARTESANA MILANO

Sabato 19 settembre 2026 ore 10da via Palestro ang. v. Marina (M1 Palestro)MANIFESTAZIONE A MILANOSOSTENIAMO CHI LOTTA:L...
16/09/2026

Sabato 19 settembre 2026 ore 10
da via Palestro ang. v. Marina (M1 Palestro)
MANIFESTAZIONE A MILANO

SOSTENIAMO CHI LOTTA:
LA VOCE DEI LAVORATORI NON SI LICENZIA
al corteo partecipano le realtà che sostengono la Resistenza Palestinese e tutti i sabati manifestano per le vie di Milano e le realtà solidali e contro gli sfratti e gli sgomberi

Piccolo Salone del Libro Politico - Terza edizioneSPAZI SOCIALI - GEOGRAFIE DEL DESIDERIO19-20 settembre 2026 CSOA COX18...
14/09/2026

Piccolo Salone del Libro Politico - Terza edizione
SPAZI SOCIALI - GEOGRAFIE DEL DESIDERIO
19-20 settembre 2026 CSOA COX18

Sabato 19/09 dalle ore 15:00 come Biblioteca Franz Fanon Nexus, insieme ad altri archivi, saremo presenti alla Tavola “Custodire la memoria, trasmettere il conflitto”

In occasione dei 50 anni di Conchetta, la terza edizione del Piccolo Salone del Libro
Politico l'abbiamo voluta dedicare agli spazi occupati, ai centri sociali, ai collettivi
autogestiti e in particolare alla controcultura che in questi luoghi si produce e viene diffusa attraverso fondi, archivi, centri di documentazione, autoproduzioni, edizioni indipendenti, biblioteche, librerie di movimento.
Le pratiche e le relazioni che crescono all’interno di questi spazi formano una polifonia di progetti artistici e politici in forte contrasto con l’appiattimento stanco e indifferente dell’attuale società civile e rappresentano una costellazione di occasioni di ricchezza e sperimentazione in risposta all’immobilismo culturale al quale le istituzioni autoritarie di questo mondo ci vogliono abituare. Avere luoghi in cui stare e fare cose insieme è quanto esigere da questi tempi di ripiegamento, un approdo per chi vuole sfuggire all’isolamento disperato di una vita alienata e consumata. Di fronte a questo orizzonte pauroso, il senso degli spazi sociali si allarga fino a trasformarli in vere e proprie “geografie del desiderio”
radicate all'interno del quartiere e della città, con i quali ne condividono le vicende e per i quali rappresentano una possibilità di sviluppo di pensiero critico e di organizzazione collettiva.
Nel momento poi in cui tutto questo trova il modo e la volontà di ve**re fissato, su carta o digitale, significa che le basi per cominciare a raccontarlo sono già state felicemente gettate.
Per questo abbiamo voluto che al fianco dei banchetti delle case editrici indipendenti fossero presenti anche le realtà militanti e dissidenti che hanno tenuto memoria della propria attività politica grazie alla costituzione di fondi e archivi; che hanno costruito biblioteche del movimento; che continuano a fare un lavoro di indagine e di produzione di materiali indipendenti; che raccolgono e rendono accessibili testi e pubblicazioni che non troverebbero spazio all’interno della grande distribuzione. L'invito a questi spazi arriva in un periodo di forte repressione, quando moltissimi sono sotto attacco e rischiano lo sgombero. In questo momento la controcultura non solo va prodotta e diffusa, ma anche difesa: difesa contro la minaccia di una sua cancellazione, che insieme ai libri e alle stanze che li ospitano si porterebbe via le esperienze storiche e recenti di lotte e progetti politici e sociali in aperto contrasto con i modelli vigenti. La partecipazione all'iniziativa serve non solo per ricordare, ma soprattutto per incontrarsi, mischiarsi e continuare a fare “controcultura” collettivamente: che sia la prova tangibile del fatto che
all’interno degli angusti confini della società democratica capitalista continuano a esistere e resistere spazi di autodeterminazione e autogestione. (testo presentazione terza edizione)

MERCOLEDI 9 SETTEMBRE DALLE ORE 17:30 PIAZZA MERCANTIIN OCCASIONE DELLA DISCUSSIONE ALLA CAMERA DEL DDL 1004 PARTECIPIAM...
07/09/2026

MERCOLEDI 9 SETTEMBRE DALLE ORE 17:30 PIAZZA MERCANTI
IN OCCASIONE DELLA DISCUSSIONE ALLA CAMERA DEL DDL 1004 PARTECIPIAMO SOSTENIAMO IL PRESIDIO
Criticare l'entità sionista di Israele non è antisemitismo
Il dissenso non si silenzia
La solidarietà non si processa

Il disegno di Legge Romeo si inserisce in un apparato repressivo che è rivolto in particolare al movimento in sostegno alla Palestina nato per opporsi al genocidio in corso.
Il DDL mira ad equiparare l’antisemitismo all’antisionismo, adottando la faziosa definizione formulata dall’International Holocaust Remeberance Alliance (IHRA, organizzazione governativa costituita dai Paesi NATO, a cui si aggiungono Argentina ed Israele).

Il settembre a Roma è indetta una mobilitazione sotto al Parlamento. In contemporanea a Milano un presidio per dire No al DDL 1004 che rappresenta una intollerabile forma di censura che di fatto istituisce il "terrorismo della parola" per chi non si allinea con il sionismo

In questo clima di guerra che vede l'Italia in prima fila nelle corsa al riamo, nelle politiche neo-coloniali, nello sfruttamento capitalistico, rispondiamo con la lotta, elaboriamo una prospettiva comune di trasformazione, trasformiamo il dissenso in Resistenza.

pubblichiamo il volantino del Cordinamento di Solidarietà con il Popolo Palestinese
e qui sotto riportiamo l'intervento fatto al corteo milanese di sabato 5 settembre:

"Voglio iniziare questo mio intervento con una immagine, che ritengo importante per rafforzare alcuni concetti e che riprende un vecchio scritto del 2014, tempo in cui quando le manifestazioni a sostegno della Palestina contavano 300/400 presenze queste cifre erano un successo e molti dei partecipanti di allora sono ancora qua oggi.

“Alle spalle del verde villaggio giordano di Karameh la terra si alza in impervie colline pietrose dove un campo profughi Palestinese era il quartier generale dei combattenti rivoluzionari palestinesi. Nel marzo del 1968 la forza d’assalto israeliana, nelle prime nebbie del mattino, marciò su Karameh decisa ad eliminare in poche ore lo zoccolo duro della resistenza palestinese. Prima di mezzogiorno tutto era distrutto, ma quelle bande di combattenti armati alla leggera e del loro coraggio furioso, non cedettero ed Israele dovette ritirarsi velocemente, abbandonando veicoli e carri armati. In poche ore la notizia della battaglia si diffuse ovunque e tutti i giovani del mondo cominciarono ad indossare le Kefie quadrettate palestinesi, come simbolo della rivoluzione e della forza dei deboli.”

Chiunque si ritiene antifascista perché legato ai valori della Resistenza, intesa come lotta al nazi-fascismo, non può che essere in modo altrettanto coerente anti-sionista, perché individua nella logica di guerra e di apartheid, che caratterizzano sia l’entità sionista, sia la sua politica, la natura razzista, neo colonialista e fascista che, fin dalle origini, si è espressa con l’usurpazione della terra e della libertà del popolo Palestinese. Natura che attraverso pratiche genocide mira all’eliminazione sia “fisica” della popolazione, che della sua memoria storica e delle tracce geografiche della sua esistenza.

La Kefia quindi rappresenta la forza e il segno della Resistenza, è anche la voce di tutti i martiri che da cento anni si battono per la libertà, l’autodeterminazione, la difesa della propria terra e della dignità.

E’ un simbolo anche per chi non cede all’illusione della possibilità di estendere il benessere sociale come se questo fosse neutro e non fondato sullo sfruttamento degli esseri umani, della natura, delle risorse, perché è la natura del profitto; perché la liberazione della Palestina è anche parte della nostra liberazione.

Non può essere quindi un semplice “oggetto” da esibire.

Il 7 Ottobre, un giorno di autunno di tre anni fa’, la resistenza palestinese ha acceso una scintilla e non solo i sionisti si sono stupiti, loro l’entità più armata del mondo, ma anche tutte le anime belle convinte che il popolo palestinese potesse continuare a vivere facendosi massacrare ogni giorno in silenzio, od in nome di una pace che in realtà da sempre è solo “rapina – sfruttamento – miseria – massacri - feroce colonialismo”.

Nonostante il continuo controllo militare sionista, le complicità di chi governa per conto dell’occupante, i palestinesi hanno messo di fronte al mondo intero la loro resistenza, il loro coraggio anche se certi che il prezzo di tanto eroismo era molto alto. Hanno svelato il vero volto del sionismo, mettendo fine alle litanie di quanti sorvolando sui crimini sionisti, sulla pulizia etnica o sul tentativo di genocidio, l'unico modo che avevano per parlare dei palestinesi era retorico: dipingendoli sempre afflitti, disperati ed al massimo in cerca di sostegno economico.

Si è creato uno spartiacque e tutti abbiamo deciso da che parte stare … per noi, che da tre anni percorriamo le strade di questa città, il posto sicuramente non è alla tavola del sionismo, dell’imperialismo e del capitalismo, ma fieri per la lezione sappiamo che questa è anche un alto livello d’amore per la vita e la libertà, come ci hanno tramandato anni fa’ anche i nostri partigiani e partigiane."

GIOVEDI 10 SETTEMBRE DALLE ORE 6 DEL MATTINO PRESIDIO VIA TORRICELLI 19 MILANOSosteniamo la lotta contro lo sfratto dell...
06/09/2026

GIOVEDI 10 SETTEMBRE DALLE ORE 6 DEL MATTINO PRESIDIO VIA TORRICELLI 19 MILANO
Sosteniamo la lotta contro lo sfratto dello Spazio Anarchico Bruzzi-Malatesta e dell’USI Sanità in Via Torricelli. Partecipiamo tutt@ al presidio.

L’Avvocatura dello Stato dinanzi alla Sesta Sezione del Consiglio di Stato qualche giorno fa si è espressa sul diniego di accesso civico gen. opposto ad una giornalista dalle Dogane su transiti ed esportazioni armi ad Israele dal porto di Ravenna dichiarando in modo esplicito che l’Italia è in guerra. Ha evidenziato come il porto di Ravenna abbia una rilevanza militare ed una strategicità nel dispositivo difensivo marittimo complessivo della Nazione, questa funzione rientrando nella “sicurezza nazionale” e nelle “relazioni internazionali” fa si che non è dovuto far conoscere quali e quante armi passano da tale porto ne da dove provengano e dove siano dirette. Queste le esatte parole utilizzate: “…la propalazione, attraverso i mezzi di informazione dei dati e delle informazioni de quibus consentirebbe alle potenze straniere di avere contezza del ruolo strategico, per gli interessi nazionali e per le relazioni internazionali dello Stato, del porto di Ravenna, e ciò è un’evenienza assolutamente da scongiurare nell’attuale contesto storico-politico, in cui, come è a tutti noto, è in corso una guerra mondiale”a pezzi” ed “ibrida” che coinvolge , tra gli altri, anche l’Italia”...
E’ in questo clima di guerra che si comprende l’operato dei governi dei paesi dei poli imperialisti (dell’Unione Europea, degli USA, del Giappone) sia sul piano economiche che su quello sociale. Avere un retroterra pacificato è il requisito necessario per una gestione “democratica” della crisi e delle politiche di riarmo e di guerra. L’aumento del controllo sociale e della repressioni si muove così colpendo tutte quelle figure che possono creare contraddizioni. Si impedisce così una libera circolazione dell’informazione, si colpiscono con sanzioni e sequestri quelle organizzazioni che sostengono direttamente o indirettamente la resistenza palestinese come Palestine Action o Autistici/Inventati, si infliggono migliaia di multe e sanzioni amministrative, si arresta e processa chi cerca di opporsi. Un azione di controllo e repressione “preventiva” che avviene in forme differenti e vede la copartecipazione di tutti i livelli, dagli organi di Stato a quelli Comunali. In tutto questo si inserisce anche un processo di trasformazione dell’abitare e dell’agibilità degli Spazi Sociali politici/culturali/sindacali all’interno delle metropoli. Milano ne è un esempio di questo processo di espulsione della popolazione proletaria e di come il costo per un abitazione sia diventato insostenibile per la maggioranza della popolazione in particolare quella produttiva e per gli immigrati. Questo si accompagna ad un processo di chiusura degli Spazi Sociali. Nella sola città metropolitana milanese sono quotidiani gli sgomberi di appartamenti (la maggioranza occupati da chi non riesce a pagare un affitto esorbitante) e diverse gli Spazi minacciati di sgombero. Tra questi lo Spazio Anarchico Bruzzi-Malatesta e quello dell’USI Sanità entrambi in Via Torricelli 19 dove per la giornata del 10 settembre è prevista l’uscita dell’Ufficiale Giudiziario per l’esecuzione dello sfratto e lo spazio della Panetteria Occupata e di tutte le abitazione dello stesso stabile in Via Conte Rosso 20.
Come per il porto di Ravenna che negli ultimi anni ha visto i lavoratori organizzarsi e attuare momenti di protesta e di lotta che univano le condizioni lavorative a quelle contro il traffico di armi, in solidarietà con i popoli resistenti alle guerre imperialiste e a sostegno della lotta di liberazione anticoloniale (in primi la Resistenza Palestinese) cosi anche nella nostra metropoli è presente una opposizione, una solidarietà attiva, una resistenza che attraverso la lotta vuole mettere sia un argine alla repressione, agli sgomberi, sia costruire concretamente una Comunitàdi lotta, per una necessaria trasformazione dell’attuale sistema capitalistico che sta producendo solo miseria, devastazione ambientale, guerre.
SOSTENIAMO GLI SPAZI SOCIALI – DIFENDIAMO LE OCCUPAZIONI – COSTRUIAMO RESISTENZA

Indirizzo

Via Conte Rosso 20
Milan
20134

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