26/01/2025
OGNI TANTO FERMARSI 5 SECONDI È IMPORTANTE
Ieri c’era molta gente ma capita spesso il sabato mattina; è una consuetudine storica, si dice sempre , sin dagli inizi del ‘900, che “il sabato è di lavoro doppio” non per niente.
La motivazione è che si prende più pane, più focaccia, qualche pasticcino o prodotto in più, e la gente si presenta più tardi a fare colazione ma tutta insieme nelle stesse due ore. Quindi c’è più lentezza generale nel ricambio di clienti al banco.
Alcune persone son più tranquille nel weekend ma altre hanno sempre la frenesia addosso che diventa spesso cattiveria, l’idea che devono sempre correre e correre verso chissà dove li rovina. Di ieri però mi son rimasti impressi 10 minuti che non riesco a mandare giù e che secondo me superano la comprensione, e rappresentano per noi un campanello sociale di cui spesso la città di Milano è vittima e che la fa diventare “imbruttita”.
Mi va di raccontarli così magari me li metto alle spalle.
Il bancone è pieno di gente, gli ordini si susseguono, le voci una sopra l’altra ordinano caffè con caratteristiche di ogni genere. Le voci sono alte e Francesco il barista tenta di ricordarsi tutto tra “caffè medio corti caldi con cannella ma poca schiuma di latte di soia in tazza di vetro calda” e nel frattempo un altro che ordina “un cappuccio senza schiuma ma con cacao con poco caffè di ginseng da portare via mentre uno schiumato lo beve al banco, e se è disponibile una brioche vegana con b***o di arachidi da mettere in forno mentre l’altra dammela non calda che se no mi fa male la pancia ma la mia ragazza invece la vuole bollente. No aspetta ha cambiato idea”.
Francesco è abituato, Nadia e Carlotta aiutano a gestire tutti gli altri e a raccogliere tazzine e piattini pericolanti lasciati in giro sul bancone del bar.
Ci sta che quindi i caffè tardino quei 2 minuti 2 ad arrivare. È lì che una ragazza si arrabbia perchè c’è troppa gente a fianco a lei, il ragazzo non l’aiuta e si mette sulla porta a guardare la scena. Arrivano “finalmente” i loro servizi completi e li portano fuori, il ragazzo apre solo la porta. Mentre sono fuori il ragazzo si siede ed esclama la frase “in questo bar c’è del ritardo mentale” e poi via via una serie di commenti disastrosi su di noi facendosi liberamente sentire dalle persone attorno. Nel frattempo entra un padre con figlio che ha una forma di autismo visibile (almeno ad un occhio mediamente attento). Sappiamo cosa prendono, sono ormai habituè, e gli siamo affezionati. Sappiamo benissimo che il ragazzo quando esce dalla porta DEVE fare una sorta di rito con la mano, praticamente deve percorrere un piccolissimo disegno di una spiga di grano con le dita. Parliamo di 5 semplici secondi. Finito il cerchio esce e buona giornata. Per noi è ormai altrettanto un rito saperlo e vederlo. All’inizio ci si stringeva il cuore, mentre ora è ancora più importante per noi che lo faccia, siamo noi che pretendiamo quei 5 secondi di “fermarsi”. Niente, mentre ieri uno cercando di offenderci ci dava dei “ritardati mentali” perchè non è stato servito velocemente nel suo sabato mattina impegnatissimo (si è fermato comunque un’oretta), dall’altra parte una signora sulla porta intimava alla coppia padre e figlio di sbrigarsi perchè lei non aveva tempo. 5 soli secondi di cui 3 già passati. Lo sguardo del padre, persona gentile ed elegante, la guarda aprendo le braccia in segno di “la prego”, ma lei doveva a tutti i costi “correre!!!” E allora via dall’altra parte spingendo la gente a testa bassa per andare a salvare il mondo…
Ed eccoci qua, abituatissimi a persone scortesi, a persone che ti buttano addosso la loro rabbia, ladruncoli ecc… quando hai un negozio e PER FORTUNA vedi tanta gente e tanti clienti, ti abitui a non essere trattato sempre bene. Ma forse qualche volta è meglio fare un passo indietro e non abituarsi, perchè se per essere performanti bisogna trasformarsi in mostri,
allora forse preferiamo servirvi con più calma e con qualche momento di ritardo.
Marco