13/10/2025
Tre giorni a Genova
Tre giorni al Mercato di Corso Sardegna per far conoscere la mia attività
tre giorni tra i dolci e le voci della gente, ma anche tre giorni che mi hanno riportato indietro nel tempo.
Ho incontrato Stefano Porro, oggi produttore di pasta fresca Pastificio Fratelli Porro era uno dei bambini di Lavina, il paese dove passavo le estati da bambino.
È il nipote di Richetto, un muratore che non ho mai dimenticato. Richetto ci portava, noi bambini, dalla cima fino alla parte bassa del paese nel cassone aperto della sua Ape Piaggio.
Il vento e la polvere ci facevano sentire felici là dietro. Non lo sapevo allora, ma stavo vivendo uno di quei ricordi che restano per sempre.
Poi ho incontrato una signora sarda, arrivata a Genova quando aveva quattro anni. Mi ha raccontato di suo padre, un ciabattino che batteva il cuoio con il martello fino a tarda notte, quasi addormentandosi.
E quando il rumore del martello si fermava, si svegliava di colpo, come se il silenzio lo richiamasse al dovere. Mi ha fatto pensare a mio padre, che negli anni Quaranta, alla vigilia di Natale, preparava i panettoni spillando due fogli di carta.
Dormiva così poco che, a volte, gli spilli che teneva in bocca per lavorare lo pungevano sulla lingua, svegliandolo di colpo.
E poi, come se il cerchio si chiudesse, ho conosciuto Ilaria, una bambina che in questi giorni di “Mercato dei Sapori” era passata al mio stand.
Le avevo regalato un dolcetto, facendola parlare e ridere.
La sera dell’ultimo giorno, mentre smontavo tutto, è voluta tornare a tutti i costi per salutarmi. Sua mamma mi ha detto che le ero rimasto impresso.
E in quel momento ho pensato a Richetto e a come certi sorrisi e gesti restano dentro per tutta la vita.
Mi piace pensare che, come Richetto è rimasto nei miei ricordi di bambino, anch’io resterò nei ricordi di Ilaria.
Perché la cosa più bella, alla fine, è proprio questa restare nei ricordi di un bambino li nulla si perde davvero.