12/12/2020
Grazie a Giulio per gli auguri e per aver condiviso questo bellissimo ricordo:
"Confratelli antoniani, amministratori, Direttore Spirituale, Buon 12 dicembre. Oggi la Confraternita festeggia ben tre compleanni. Il Consigliere Nazzareno Di Pietro, e a tal proposito invito Alessandro a far leggere il messaggio al papà, poi Felice Nucci, e il giovane Silvio Marianantoni. A tutti e tre va il mio più caloroso augurio di buon compleanno. L'occasione mi è anche favorevole, per fare un piccolo regalo a Silvio junior, raccontando una piccola storia che tanti anni fa vissi con il nonno Silvio allora Segretario del Pio Sodalizio. Era il giugno del 1978, io ero iscritto alla Confraternita dal settembre del 77. Pur non essendo festarolo, i compianti Zeffirino Grossi e Pietro Ferroni mi chiesero di collaborare con Il comitato festeggiamenti in onore di S.Antonio. Accettai volentieri e il caso volle che Silvio proprio per quella festa, ebbe l'idea di offrire ai Contiglianesi quella che lui definì una specie di "sagra della ciammella". La notte tra il sabato e la domenica della festa, Silvio mi scelse come aiutante a fare ciambelle. Ricordo che oltre a lui e me, c'erano altre due persone. Uno mi pare che era Geo Arboatti, l'altro non lo ricordo ai quali poi si aggiunse anche il figlio più grande Marcello, che proprio pochi giorni fa ci ha lasciato prematuramente e di cui serbo dei bellissimi ricordi. Silvio oltre alle ciambelle doveva fare anche il pane, quindi solo io e uno dei presenti già esperto panificatore, eravamo gli addetti ciambellari. La nottata trascorse allegramente, in armonia ma si lavoró s**o e senza pause inutili sotto il comando di Silvio che ogni tanto veniva a controllare noi ciambellari. Fu un esperienza molto interessante con Silvio si stava bene e dato che era un ottimo cantante tenorile, ogni tanto lo invitavo a cantare. Inoltre era gradevole respirare il profumo del pane che si fondeva con quello delle ciambelle. Verso il mattino dopo la cottura del pane, Silvio fece due enormi ciambelle che mise a cuocere insieme alle altre. Man mano che uscivano dal forno venivano messe nelle ceste. Ne facemmo proprio tante circa una decina di ceste. Ero stanco ma soddisfatto. A quel punto Silvio che lo ricordo come un devoto uomo di Fede, prima di congedarmi, ci radunò intorno alle ceste delle ciambelle e disse. := queste ciambelle sono per la festa di S.Antonio e andrebbero benedette, lo facciamo da noi= Ci fece fare il segno della croce, recitammo il Pater Noster terminando con la frase S. Antonio proteggici e prega per noi. Poi a me consegnò un bustone con quelle due grandi ciambelle che gli avevo visto fare poco prima e mi disse := con una ci fai colazione con tua moglie e I monelli e una la porti a Gina e Quintarello ( I miei genitori). Non avrei però mai immaginato che quattro anni dopo Silvio a cui io dicevo spesso che era buono come il suo pane, ci lasciasse. Di nuovo tanti auguroni a Nazzareno, Felice e Silvio."