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10/06/2026

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LA PIETÀ PERDUTA

Per i Greci era éleos.

Il tremore davanti al dolore dell’altro.

Priamo attraversa il campo nemico, entra nella tenda di Achille e gli dice:

«Ricordati di tuo padre.»

Achille non vede più un nemico.

Vede un padre.

E la pietà interrompe la violenza.

Per i Romani era pietas.

Il dovere verso gli dèi, i genitori, i figli, la comunità.

Il legame invisibile che teneva insieme il mondo.

E oggi?

Oggi vediamo tutto.

Guerre.

Fame.

Naufragi.

Bambini sotto le macerie.

Anziani abbandonati.

Popoli cancellati.

Vediamo tutto.

Ma sentiamo sempre meno.

Il dolore degli altri ci attraversa come una notifica.

Un istante.

Poi il dito scorre.

Avanti.

Altro video.

Altro scandalo.

Altro sangue.

Altro nulla.

La pietà è morta quando abbiamo smesso di riconoscere nell’altro un destino comune.

Quando il “noi” è diventato “io”.

Quando l’efficienza ha sostituito la cura.

Quando vincere una discussione è diventato più importante che comprendere una persona.

Essere umani non significa produrre, consumare, apparire.

Essere umani significa sentire che la ferita dell’altro ci riguarda.

Che la sua dignità è anche la nostra.

Forse la domanda non è dove sia finita la pietà.

La domanda è più terribile:

che cosa resta di una civiltà quando perde la capacità di soffrire per il dolore degli altri?

EssereUmani Civiltà Riflessioni Società FedericoQuaranta

10/06/2026

Condivido questa bella immagine e la descrizione di un evento che ci dà un po' di fiducia in più nella politica.

👏♥️
23/05/2026

👏♥️

Ricordati
che l’unica cosa
che porterai via da questa vita
sarà l’amore che hai dato.
Sarà il bene
che avrai lasciato in giro.
Le chiavi di casa,
i messaggi non letti,
le discussioni vinte
che non hanno salvato nessuno,
rimarranno qui.
Rimarranno qui
i vestiti,
i titoli,
le ragioni
per cui ti sei arrabbiato.
Ma resterà negli altri
il modo in cui li hai fatti sentire.

Se li hai accolti
o giudicati.
Se hai avuto fretta
o presenza.
Se hai parlato
come si lanciano pietre
o come si accendono luci.
Per questo,
quando puoi,
sii gentile.
Non per educazione.
“Perché ogni persona
che incontri
sta combattendo
una battaglia
di cui non sai nulla.”

E forse
la tua voce,
il tuo abbraccio,
la tua pazienza
potrebbero essere
la parte più bella
della sua giornata.
Ricordati
che la vita
non ti chiederà
quante cose hai avuto.
Ti chiederà
quante volte
sei stato rifugio.
Quante volte
hai saputo restare.
Quante volte
qualcuno,
grazie a te,
si è sentito
meno solo.

E allora ama.
Ama apertamente.
Di’ alle persone
che sono importanti.
Dì “ti voglio bene”
prima che diventi
una frase in ritardo.
Abbraccia più forte.
Abbraccia
come se stessi dicendo:
“Qui puoi stare.”

Perdona più in fretta.
Resta presente.
Perché, alla fine,
non saremo ricordati
per il rumore che abbiamo fatto,
ma per la pace
che abbiamo lasciato
nel cuore degli altri.

👏👏👏
23/05/2026

👏👏👏

23/05/2026

Ci sono uomini che attraversano il tempo.
E altri che lo seminano.

Carlin, tu hai fatto entrambe le cose.

Hai insegnato a milioni di persone che il cibo non è merce, ma memoria.
Che una terra coltivata con rispetto è una forma di pace.
Che la lentezza non è debolezza, ma profondità.
Che sedersi a tavola può essere un atto rivoluzionario.

Hai difeso i contadini quando nessuno li ascoltava più.
Hai dato dignità agli ultimi custodi dei sapori, delle mani, delle stagioni.
Hai rimesso al centro l’uomo, la comunità, il pane condiviso, il vino raccontato guardandosi negli occhi.

E per me…
sei stato anche altro.

Un gigante.
Un faro.
Una presenza.
Un pensiero lucido.
Un abbraccio ruvido e sincero.
Uno di quelli che non cercano di impressionarti, ma di migliorarti.

Ci sono persone che incontri.
E persone che ti restano dentro come un paesaggio.

Tu, Carlin, sei langa, nebbia, vigne d’autunno.
Sei il profumo del mosto.
Sei il rumore lento delle parole dette bene.
Sei una lanterna accesa nelle sere in cui il mondo sembra aver dimenticato l’essenziale.

Ti saluto con gratitudine.
Con amore vero.
Con quella malinconia composta che appartiene soltanto agli uomini che hanno lasciato traccia.

E so che finché qualcuno spezzerà il pane con rispetto…
finché qualcuno parlerà della terra come di una madre e non come di una cava…
finché qualcuno avrà il coraggio della gentilezza…

tu continuerai ad esserci.

Eterno.
Come le nostre terre.
Come le cose giuste.

L’essenza della tradizione, il sapore del condividere.🕊️ Il Forno De Palma augura a tutti voi una serena e felice Pasqua...
04/04/2026

L’essenza della tradizione, il sapore del condividere.
🕊️ Il Forno De Palma augura a tutti voi una serena e felice Pasqua! 🌿
Che sia un giorno di pace, gioia e tradizioni da gustare insieme. 🕊️

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Chiaromonte
85032

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