Agrigento

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Avete mai provato questo piatto?
24/11/2024

Avete mai provato questo piatto?

Biscotti di mandorle, semplici da fare, pochi ingredienti per un gusto unico!
04/11/2024

Biscotti di mandorle, semplici da fare, pochi ingredienti per un gusto unico!

01/11/2024

La tradizione siciliana vuole che i defunti portino doni ai bambini durante questa giornata speciale, e la frutta martorana è spesso uno di questi doni, presentata insieme ad altri dolci, giocattoli e prelibatezze.

Sosteniamo gli artisti siciliani ;-)
12/05/2021

Sosteniamo gli artisti siciliani ;-)

Provided to YouTube by TuneCoreLa Danza Del Sultano · DELL'La Danza Del Sultano℗ 2021 DELL'Released on: 2021-05-06Auto-generated by YouTube.

01/05/2020

Restiamo ancora più uniti, viaggiamo in Sicilia e mangiamo siciliano!
Fate girare.

18/04/2020

Ora provate a fare le brioche col tuppo a casa ;-)

15/04/2020

Ricetta Cuddura cu l'ovo

INGREDIENTI:
Farina 300 grammi
zucchero 100 grammi b
burro (o strutto) 100 grammi
scorza di 1 limone grattugiato
vanillina 1 bustina......................................

31/03/2020

Abbiamo provato a far capire come ci sentiamo noi che promuoviamo il territorio, non vediamo l'ora di toglierci la mascherina e tornare a farvi conoscere il meglio della !

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Anno 1987 nella tonnara di Favignana entrano 2 squali bianchi . Quando il sub della tonnara entra nella rete risale terr...
24/08/2019

Anno 1987 nella tonnara di Favignana entrano 2 squali bianchi . Quando il sub della tonnara entra nella rete risale terrorizzato . Uno era morto ma l’altro era ancora vivo ed impigliato nella rete . I pescatori di Favignana riescono a catturare i 2 squali dalle dimensioni impressionanti. Un pesce di 5 metri e 4O centimetri di lunghezza e poco più di 2 tonnellate e 35O chilogrammi di peso. Nella pancia dello squalo vennero trovati 20 tonnetti ed un delfino di 200 kg . Il subacqueo era Nitto Mineo e queste sono le sue parole.
“Nel 1987 nella tonnara di Favignana c’erano due Squali bianchi, maschio e femmina, erano entrati nella notte ed erano restati ammagliati: il maschio era nella vucca a ‘nnassa, la femmina nella porta della bastardella; prima recupero quello della nassa, e la barca se lo porta a terra a rimorchio perché pesa oltre duemila chili ed è impossibile metterlo a bordo! Io nel frattempo avevo visto l’altro, pure ammagliato, ma per recuperarlo ho aspettato il ritorno della muciara; nel frattempo sono passate più di due ore. E’ sicuramente morto, pensavo; nel tentativo di liberarsi aveva rotto tutte le reti, la suttana (10) l’aveva fatta a pezzi, lo squalo aveva la testa libera, rivolta a maestro, e nella coda aveva una palla di rete, un imbroglio di oltre un metro di diametro; per non fare spostare la barca fuori dalla tonnara ho deciso di liberarlo dalla parte interna, avrei lavorato di più ma così evitavo ai tonnaroti di mettersi nuovamente ai remi, lo feci per loro, e non sapendolo mi salvai la vita!

Cominciai a liberare la coda del pesce, ma non era facile, la rete di sisal era strettissima, lo squalo aveva scatenato tutta la sua potenza e si era imbrogliato in maniera incredibile; io facevo leva con la testa e il ginocchio sul corpo del pesce per liberare la rete, e intanto tagliavo le maglie col coltello, avevo quasi finito, rimanevano poche maglie, quando mi sento trascinare via, capisco che lo squalo è ancora vivo, reagisco d’istinto, dò un colpo di pinne per allontanarmi, il pesce si raddrizza facendo perno sulla coda ancora prigioniera, spalanca la bocca, giuro che gli ho visto la gola, la lingua, lo so che la lingua non ce l’hanno ma io gli ho visto qualcosa che gli somiglia, nera, i denti, si gira, cerca di afferrami, dalla barca capiscono che sta succedendo qualcosa perché muovendosi lo squalo si tira a fondo le boe che tengono in superficie la rete, la bocca arriva a pochi centimetri da me, gli metto una mano sul muso e mi spingo indietro, non so com’è che non mi afferra il braccio, poi per un attimo la rete lo trattiene, infine si raddrizza nuovamente e si gira ancora contro di me, ma stavolta ero riuscito ad allontanarmi di un paio di metri, sono momenti che non capisci più niente, non guardo nemmeno se è ancora ammagliato per la coda e fuggo in superficie, i 30 metri d’acqua li ho fatto in un batter d’occhio, e sono salito in barca da solo, senza levarmi le bombole né la zavorra, e pensare che normalmente prima di salire passo bombole e zavorra ai tonnaroti, e magari mi faccio dare una mano per saltare il bordo della muciara, che è abbastanza alto … Posso dire di essergli uscito due volte dalla bocca.”

Gianfranco Fierotti

Indirizzo

Catania
95125

Telefono

3490627997

Sito Web

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