18/12/2025
I sciugghemu sti ruppi?
Ho subito multe e controlli per comodo altrui, utili solo a chiarire chi deve lavorare e chi no. Assessori che sistemano cose per amici ristoratori e polizia che multa per affetto e simpatia. Gente che ha permessi speciali per giocare con la moto in area pedonale, lo star bene per costruirsi una staccionata di legno in pieno patrimonio unesco e somministrare come nessun altro può..ma più di tutto, possono far multare chi vogliono e per ragioni futili.
Plateali e come non fossimo in Italia..e questi si rifanno la facciata e dedicano spazio alla voce di Delia.
Io mi nasconderei.
Giorgia
"Dal pizzo ti difendi, da questo no."
MoVimento 5 Stelle
Cataniamdp
Ismaele La Vardera
CHI CONTROLLA LE REGOLE NON PUO' FARE ECCEZIONI PER SE STESSO!
A Catania, nel cuore del centro storico, c’è un B&B che non ha targhetta, non espone il Codice Identificativo Nazionale (CIN) e non rispetta obblighi che il Ministero del Turismo impone a tutti.
Nulla di strano, se non fosse che chi gestisce questa struttura è la stessa persona che supervisiona i controlli su centinaia di altre attività ricettive: Giuseppe Ferraro, capo di gabinetto del sindaco e vertice delle politiche turistiche del Comune.
Nel marzo-aprile 2025, sotto la sua supervisione, sono state sanzionate 112 strutture per violazioni come la mancanza del CIN, una multa fino a 5.000 euro, che può raddoppiare. Eppure, la sua struttura, “Appartamenti al Duomo”, non solo non è stata sanzionata, ma continua a operare in piena visibilità su Airbnb e Booking, senza alcun segno di identificazione visibile all’esterno, come invece richiesto dalla legge nazionale in vigore dal 1° gennaio 2025.
Da un punto di vista morale, questo non è solo un illecito amministrativo: è una violazione della fiducia pubblica.
Chi siede al tavolo del potere ha il dovere di essere esempio di correttezza, non di favoritismo.
Non si può pretendere trasparenza dagli altri mentre si vive in una zona grigia tutta per sé. Non si può dirigere una “stretta” sui piccoli operatori,spesso famiglie che faticano a restare in regola,e al contempo trarre profitto da una struttura che elude le stesse regole.
Il turismo a Catania è esploso, e con esso la tentazione di trasformare case in affitti brevi. Ma le regole esistono per garantire sicurezza, legalità, equità fiscale e qualità dell’offerta.
Se chi le applica le ignora per sé stesso, non protegge il settore: lo corrompe dall’interno.
Non si tratta di moralismo. Si tratta di giustizia: perché un piccolo B&B di quartiere deve tremare al passo di un vigile, mentre chi sta al Comune può operare indisturbato? Dove finisce la legalità e dove inizia il privilegio?
A chi governa diciamo: la legalità non è un optional per i cittadini, né un fastidio da aggirare per i potenti. Se si vuole davvero valorizzare Catania come destinazione turistica credibile, occorre partire dall’alto,con coerenza, coraggio e rispetto per tutti.