BELLINZAGO LOMBARDO - si presenta
L’immagine odierna della Bellinzago, centro propulsore di civiltà contadina, fitta di aziende agricole, nervosamente animata da un attivismo sociale e sportivo, dominata dalla grande espansione costruttiva, annovera alti palazzi alternati a vecchie costruzioni storiche fatiscenti, è in gran parte vera. Gli antichi abitanti di quest’umida zona, sulla q
uale le Alpi sembrano riversare tutte le loro acque, dovettero combattere una lotta di secoli per la bonifica, regolando, incanalando, prosciugando pantani, torrenti e rogge, rendendo feconda una terra insalubre sulla quale ancora ai tempi dell’impero romano nonché durante l’impero carolingio regnava Mefite, dea delle paludi. In quest’opera di tenacia millenaria affonda le sue radici la civiltà lombarda, da cui Bellinzago deriva, quella laboriosità così tipica, che i nostri avi ci hanno tramandato, non è che l’ultima incarnazione di quella tradizione. Nascosta dietro gli aspetti non sempre gradevoli della tumultuosa vita moderna, quella Bellinzago esiste tuttora: e non è difficile da scoprire, nella tenacia dei suoi discendenti, nella bellezza mai appariscente ma sempre serena e sostanziale, nella dolcezza malinconica del suo paesaggio, nell’asprezza del lavoro dei suoi campi coltivati con fatiche secolari, nella campagna piatta geometrizzata dai filari di pioppi, dalle sue rogge e dalle cascine sparse un po’ ovunque. Alla fine degli anni sessanta inizio anni settanta il Parroco Don Lino tradusse in musica una poesia dialettale scritta dal nostro concittadino Dario Piazza, ne nacque un piacevole inno al nostro paesello:
“Su la strada statal numer vundas
Dopo v’è surpasàa Gurgunsola,
se fàa ‘l punt sul Nuiri a man drisa
e se resta incantaà sui du pèe:
un paes gh’è la in fund al stradun
ch’el paar fàa e crea d’un pitur. Bilinzagh l’è un paes de la piana
Cunt i cà un po’ nof, un po’ vecc
Cui frassiun San Dunin e i Pom
Infurnas, Mangiagal cun la Bosa
Tra l’acquera, la vigna ‘l campasc
Gh’è i tre bucc, fontanitt e rugian.”
“da :::”la cansun de Bilinsagh”
(il testo è stato trascritto nel vernacolo milanese maccheronico, per rendere comprensibile la lettura). IL DOLCE DELLA TRADIZIONE BELLINZAGHESE
" LA PACCIARELLA"
come si fa e i suoi ingredienti
E’ la torta tradizionale della nostra zona, anche se da noi è fatta in modo leggermente diversa, ma con grande orgoglio che i bellinzaghesi vantano il primato della bontà.
- Gli ingredienti:
“LA PACCIARELLA”: ha come ingredienti fondamentali: il pane di pasta dura – il latte - biscotti secchi – amaretti – pan d’anice – cacao amaro e dolce – uvetta sultanina – vaniglia - cedro - zucchero q.b.; e poi…tanto amore nell’impastare gli ingredienti (qui sta il segreto).
- Preparazione –
Alla sera prima, mettere a bagno il pane di pasta dura (meglio se è secco) nel latte – mettere a bagno in acqua l’uvetta sultanina – poi amalgamate il resto degli ingredienti (sminuzzando il tutto) e lasciare riposare tutta la notte. Al mattino seguente: togliere il pane dal latte strizzandolo, sminuzzandolo, aggiungetelo a quanto preparato la sera prima, mescolate il tutto nel latte, aggiungete lo zucchero q.b. e cercate di formare un impasto non molto denso, lasciate riposare almeno un’ora e poi…
- Per Infornare - Imburrate ben bene la teglia (meglio se alta) e…versatevi dentro il vostro impasto; a questo punto mettete la vostra torta al forno (caldo al punto dolci). Per sapere quando è cotta al punto giusto, basta inserire un ferro da calza, se l’impasto ha raggiunto la giusta cottura, nell’estrarlo rimarrà pulito;
- la Pacciarella a questo punto avrà assunto un bel colore scuro-cioccolato sfornare e lasciare raffreddare. Quando la vostra torta sarà ben raffreddata, in modo naturale, toglietela dalla teglia e mettetela su un piatto piano di portata e…a questo punto…leccatevi i baffi.
- NB. certamente uno dei segreti è la cottura della Pacciarella nel forno a legna, gli altri segreti li dovrete scoprire con il piacere di poter gustare un dolce unico e soprattutto mettendoci un pizzico di fantasia nel portarla in tavola - Per le dosi giuste il panettiere o il droghiere vi potranno aiutare e consigliare. Gipi 98
BELLINZAGO E I SUOI QUARTIERI
QUARTIRE dell'AQUILA
- colore ROSSO – AZZURRO – GIALLO
Via Padana Superiore, Via 1° Maggio, Via Prato Palazzo, Via Alzaia Martesana, Via dei Pioppi, Via Firenze, Via Trieste, Via Risorgimento, Trento, Via Lombardia (numeri dispari), Via Roma (numeripari, dal ponte all’angolo di via Lombardia);
QUARTIERE SAN GIORGIO
- colore BIANCO – AZZURRO
Via Marconi, Via Galileo Galilei, Via San Giorgio, Via San Sebastiano, Via San Michele, Via E. Fermi, Via Orobona, Via Ponte di Pietra, Via Lupicaccia, Vicolo Broletto, Via Madre Teresa di Calcutta, Via Mapelli, Via Croce, Piazza V. Emanuele, Via del Ger, Cascina Pomi, Cascina Ravasi, Cascina Brambilla, Cascina Misericordia, Cascina Bozza, Cascina Mandelli /Brambilla. QUARTIERE SAN MICHELE
- colore BIANCO - ROSA
Via Roma (da via Lombardia a via Croce numeri pari), Via Roma (numeri dispari da via Don Cesana a via Croce), Via Gonfalonieri, Via Volta, Via Don Cesana, Via G. Malenza, Via Mulino delle Quattro Marie, Via Lombardia (numeri pari), Via Papa Giovanni XXIII°, Cascina San Domnino, Cascina Brambilla, Cascina Gargantini. QUARTIERE RUBINIA
- colore VERDE – BIANCO
Via Donatori del Sangue, Via Genova, Via Bologna, Via Venezia, Via Milano, Via Torino, Via Visconti, Via Roma (numeri dispari dal ponte all’angolo di Via Don Cesana), Cascina Bruciata, Cascina Busca/Cerini, Cascina Mulino Busca, Cascina De Vitali, Cascina delle Galline. VUOI SAPERNE DI PIù - visita il sito web della Pro Loco Bellinzago lombardo
http//:www.prolocobellinzago.com