07/12/2020
GLI STRUFFOLI
- tutto il profumo del Natale in un dolce -
🎅 🎄 💫
Una montagna di piccole palline fritte decorate con i diavolini (perline colorate), canditi o frutta secca e ricoperte da una cascata di miele. Stiamo parlando del re dei dolci natalizi napoletani: gli struffoli. Tutti li conosciamo come un piatto nato dalla creatività culinaria dei napoletani, ma, in realtà, non è così. Ad averli portati nel Golfo di Napoli pare siano stati i Greci al tempo della fondazione di Partenope. Il nome “struffolo”, infatti, deriverebbe dal greco: precisamente dalla parola “strongoulos” (arrotondato) e “pristòs” (tagliato). Quindi uno “strongoulos pristòs" è la pallina arrotondata e tagliata. Qualcun altro la fa derivare da “strofinare”, il gesto che si fa per lavorare la pasta prima di tagliare le palline. C’è chi, invece, collega la radice della parola allo strutto (il grasso con cui anticamente venivano fatti e in cui venivano fritti). Altri ancora pensano che lo struffolo si chiami così perché “strofina” il palato, ovvero lo solletica con il suo dolce sapore. Nonostante sia un dolce molto conosciuto ed apprezzato nel mondo, gli struffoli hanno una larga diffusione solo nell’Italia Centro-Meridionale dove ne esistono diverse versioni, tutte più o meno simili alla ricetta originale ma con nomi diversi: a Roma e a Palermo, ad esempio, si chiamano Strufoli, con una F; in Umbria e in Abruzzo “cicerchiata”, perché hanno la forma delle cicerchie, ossia dei legumi dai semi velenosi; in Calabria “cicirata” o “turdiddi”.
Insomma in qualsiasi modo venga decorato o chiamato, Lo Struffolo rimane sempre il re tra i dolci natalizi.
🎅 🎄 💫
CHE NATALE SAREBBE SENZA STRUFFOLI?!