25/06/2013
1963-2013. MOLINO DI CATORCIO COMPIE 50 ANNI
Era un giovane Acquisti Andrea quello che decise, nel lontano 1963, di prendere in gestione il vecchio molino ad acqua posto in località Viaio di Anghiari (AR) e fondare così la Molino di Catorcio. L’antico molino, risalente al 1400, è l’unico, degli 11 anticamente presenti nel tratto valtiberino, rimasto in attività. Fu utilizzato per lungo tempo per la produzione di farine alimentari e successivamente relegato, per questioni di redditività, alla sola produzione di sfarinati per la zootecnia. Nel 2007 Claudio, figlio di Andrea, succede alla guida dell’attività assieme alla moglie Antonella e orienta la produzione nel settore mangimistico specializzandosi nella lavorazione di prodotti e sottoprodotti alimentari non più idonei all’uso umano (es. pasta, pane, prodotti da forno, ecc.). L’azienda investe quindi nell’acquisto di strumentazione specialistica, di camion con containers scarrabili, nell’istallazione di un impianto di produzione specializzato assumendo e, in contemporanea, assume nuovo personale. L’impegno e la serietà sono ben presto ripagati. L’azienda si aggiudica infatti rilevanti forniture e collabora con rinomate aziende del panorama agroalimentare nazionale e internazionale, stipulando, al contempo, contratti di vendita con importanti allevamenti nel nord Italia. Il “famoso” mangime complementare Cereal 1 fa breccia nelle formule degli allevatori e conquista importanti fette di mercato. Nel Luglio 2010, dopo essersi brillantemente diplomata al Liceo città di Piero, entra in società anche la figlia maggiore Gessica. E’ però nella notte del 2 Dicembre 2010 che si realizza il più brutto degli incubi di un imprenditore. L’azienda è colpita da un devastante incendio che distrugge il moderno impianto di produzione, tutto il comprato di stoccaggio materie prime e le attrezzature in esso contenute. Il danno è pesante, 700.000€. I lavori di sistemazione partono immediatamente. La pressione dei clienti e dei fornitori è incessante e non tiene conto di possibili guai, ma dei contratti. Nonostante questo i titolari riescono a garantire continuità di fornitura e, in tempi record, a fine febbraio 2011, l’impianto aggiornato e con capacità produttiva raddoppiata, riparte. Seguono ancora lavori di ripristino, aggiornamento e adeguamento, ma il più è fatto. L’incendio ha distrutto i materiali, ma non il coraggio dei soci i quali, più determinati di prima, si lanciano in una serrata campagna di ricerca delle materie prime che, accompagnata da una forte richiesta di prodotto finito, porta l’azienda, a fine anno, ad incrementare il proprio fatturato di 500 mila euro rispetto all’anno precedente e di un milione di euro nel 2012, un trend che, nonostante lo stato attuale dell’economia, sembra essere confermato anche dati dell’anno corrente.
La vera fortuna della Molino di Catorcio non risiede però nei meri dati di mercato o nelle nozioni tecniche che accompagnano il prodotto, ma nello spirito di coesione della squadra-famiglia e nella sua voglia di mettersi sempre in gioco con un piede nel passato e un occhio al futuro. Auguri a tutto lo staff.