21/08/2019
Pericolosamente sicuri, più che un libro sulla sicurezza, si potrebbe definire un dossier su come si può vivere “senza preoccupazione”, o “sine cura”. Non è un’ autobiografia, ma l’esperienza pregnante dello scrittore permette di dare un risvolto pratico a concetti che purtroppo, a volte, vengono associati solo a norme o decreti, oppure che riemergono solo in caso di tragedie: si parla infatti di rischio nella sua accezione più quotidiana, di come esso sia alle volte sottovalutato nelle azioni più comuni di una persona; si parla di come la non-coscienza possa inficiare la psiche del lavoratore, dall’umore alla mancata gestione dello stress, ovvero di tutti quei fattori che ne compromettono la “tranquillità” lavorativa.
Un saggio scritto da un tecnico ma rivolto principalmente ai non-tecnici, che fa trapelare la sicurezza come un concetto alla base della consapevolezza di ogni individuo, come una materia trasversale che si apprende già da piccoli, e non un mero documento da redigere per adempiere a degli obblighi di legge.
Come sottolineato dall’ autore stesso in postfazione, non è un libro che “lascia tranquilli”, anzi, fa riflettere su come la nostra vita possa essere condotta in sicurezza, in quanto, in un mondo in cui la cultura è alla base della crescita intellettuale del paese, è la conoscenza che genera coscienza, ed è questa che a sua volta genera responsabilità.