02/09/2026
Meditate su questa vicenda.
La disabilità porta a fare gesti estremi come questi dovuti allla solitudine e troppo spesso dell'indifferenza del prossimo.
Riposate in pace e che qualcuno lassù vi accolga come nessuno ha saputo farlo qui sulla terra. 💛💚💜💙♥️🌈
La frase che più mi ha colpito di questa tragedia è: "Da soli non ce la facciamo."
Per molti sarà solo una frase. Per me no.
Sono il padre di un ragazzo autistico grave di 24 anni e so bene cosa significhi convivere ogni giorno con la fatica, la responsabilità, le rinunce, l'incertezza e, troppo spesso, il senso di abbandono.
Per questo non mi unisco al coro di chi giudica con leggerezza. Dietro certe tragedie esistono sofferenze che nessuno può comprendere davvero se non le vive sulla propria pelle.
Personalmente non condivido assolutamente il gesto estremo. Ma, proprio perché conosco il peso che certe famiglie portano ogni giorno, non mi permetto di giudicare.
Quello che però mi spaventa è un'altra cosa: che questa venga raccontata come una tragedia imprevedibile. Perché non lo è.
È una tragedia che, in qualche modo, era annunciata. Come altre ce ne sono state e, temo, come altre ancora ce ne saranno se continueremo a lasciare sole le famiglie che si fanno carico della disabilità grave.
Il senso di abbandono pesa come un macigno. Pesa quando le istituzioni non riescono a dare risposte adeguate. Pesa quando ci si rende conto che tutto ruota attorno alla forza e alla resistenza della famiglia. Pesa quando ci si domanda cosa ne sarà di nostro figlio quando noi non ci saremo più.
"Da soli non ce la facciamo" non è soltanto il grido di una famiglia. È il grido silenzioso di migliaia di genitori, caregiver e familiari che ogni giorno sostengono sulle proprie spalle un carico enorme, spesso nell'indifferenza generale.
Non scrivo queste parole per giustificare. Le scrivo perché vorrei che, almeno questa volta, si andasse oltre il fatto di cronaca e ci si interrogasse seriamente su quante famiglie stanno vivendo la stessa solitudine, la stessa stanchezza e la stessa paura.
Perché quando una famiglia arriva a sentirsi senza via d'uscita, il problema non riguarda più soltanto quella famiglia.
Riguarda tutti noi.
E finché continueremo a voltare lo sguardo dall'altra parte, continuando a considerare la disabilità un problema privato da lasciare sulle spalle delle famiglie, altre persone arriveranno a sentirsi sole davanti a un peso che nessuno dovrebbe essere costretto a sostenere da solo.